Nel 2020 il Pil italiano segnerà in modo “inevitabile” un “netto calo“, pari a -6%, secondo l’ipotesi che la fase acuta dell’emergenza coronavirus termini a maggio. E’ quanto stima il Centro studi di Confindustria nel rapporto ‘Le previsioni per l’Italia. Quali condizioni per la tenuta ed il rilancio dell’economia?‘. Si tratta, spiega Confindustria, di un crollo “superiore a quello del 2009 e del tutto inatteso a inizio anno”, specificano gli industriali.

Per rilanciare il Continente “l’Europa è chiamata a compiere azioni straordinarie per preservare i cittadini europei da una crisi le cui conseguenze rischiano di essere estremamente pesanti e di incidere duraturamente sul nostro modello economico e sociale”, afferma Confindustria. 

“È stata anticipata da parte del Governo l’intenzione di varare un ulteriore intervento in aprile, di portata analoga a quello di marzo (circa 25 miliardi), di cui però al momento non sono disponibili i dettagli sulle singole misure”. Il Centro studi Confindustria stima che, “se le nuove misure in cantiere fossero analoghe a quelle del primo intervento e finanziate integralmente con risorse europee, si potrebbe avere – a parità di altre condizioni e nello scenario di ripresa delle attività produttive delineato sopra – un minor calo del Pil in Italia nel 2020 per circa 0,5 punti rispetto allo scenario di base, senza impatti sul deficit pubblico”, precisa il Centro studi di Confindustria.