La Lega non si arrende a una Pasqua senza messe. Il segretario Matteo Salvini aveva sollecitato la riapertura delle chiese e altri esponenti del partito continuano a tornare sulla questione. L’ultimo è Lorenzo Gasperini, capogruppo del Carroccio nella provincia di Livorno, che sui social ha rilanciato sulla necessità di aprire le chiese per la Pasqua, nonostante il divieto sollecitato e disposto dalle autorità politiche e assecondato da quelle ecclesiastiche.

Si aprano le chiese a Pasqua e si permetta di partecipare ai capifamiglia, in rappresentanza della società domestica, con due persone per panca, una panca sì una no”. Gasperini utilizza toni patriarcali nel suo post, cita dei ‘capifamiglia’ come dei protettori della ‘società domestica’. E poi aggiunge: “Il resto è cianciare di politici impauriti, di destra o di sinistra, senza virilità, senza speranza”. Una questione di virilità, insomma. Per l’esponente toscano del partito, come si legge in altri post, il divieto alle funzioni religiose è poi un problema di pensiero unico (“Una sola Messa con una persona ogni due panche, vi manda fuori di testa. Il potere ha deciso cosa dovete pensare e voi da brave pecore obbedite“) più che di precauzione sanitaria per contrastare la diffusione del Covid-19.

 

“Non vedo l’ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire”, aveva dichiarato in un’intervista a Sky Tg 24 Matteo Salvini lo scorso 4 aprile. “Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa – continuava il segretario leghista – Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo”.

Dello stesso avviso il senatore leghista Simone Pillon che ad Adnkronos ha detto: “La Pasqua è il centro dell’anno liturgico e il senso della fede cristiana. La proposta di Matteo Salvini è da me pienamente condivisa. Garantire i supermercati aperti è stato indispensabile per assicurare il cibo del corpo. Anche le anime hanno bisogno di nutrimento, specialmente in questo tempo”.

Le restrizioni sulle funzioni religiose sono state assecondate dalla Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, che sul suo sito ufficiale ha pubblicato un comunicato con una serie di indicazioni per la Settimana Santa: “Le misure restrittive, poste a tutela della salute pubblica, impediscono il concorso del popolo, come spiegato negli Orientamenti; ma questa situazione, per quanto pesante, non può farci rinunciare a vivere la Pasqua“. “Una prima modalità – continuava la nota – è data dalla possibilità di unirsi spiritualmente – anche grazie ai media – alle celebrazioni, presiedute dal Papa, dal Vescovo o dagli stessi parroci”.

Redazione