I primi segnali di nervosismo, di timore che il ‘nemico interno’ sia pronto a disarcionarlo dalla poltrona del potere, che occupa da vent’anni. Il discorso di Vladimir Putin alla nazione russa è il segnale della preoccupazione del Cremlino per le difficoltà incontrare ad oggi nella guerra in Ucraina, l’operazione militare speciale, come viene definita a Mosca.

Lo Zar si è mostrato ai suoi cittadini lanciando messaggi rivolti più all’interno che all’Occidente, attaccando il “nemico interno” e invitando il popolo russo a fare pulizia. Un discorso, quello di mercoledì, che rievoca una ‘specialità’ della scomparsa Unione Sovietica: le purghe staliniane nei confronti degli oppositori interni.

L’Occidente con le sanzioni vuole dividere la società russa e distruggerci. Ma il popolo russo sarà sempre capace di distinguere i veri patrioti dai bastardi e dai traditori, e sputare fuori questi ultimi come moscerini finiti per sbaglio in gola“, è il messaggio che arriva da Putin, che di fatto ammette per la prima volta l’esistenza di un dissenso interno nella società russa.

Malumore che serpeggia non solo tra i cittadini, come evidenziato dalle proteste in oltre 30 città di domenica, ma anche dalle prese di posizione degli oligarchi che si stanno ‘sfilando’ dalla posizione del Cremlino chiedendo la fine del conflitto in corso in Ucraina.

È a loro, ma anche ai semplici cittadini che in questi giorni stanno cercando un modo di fuggire dal Paese, spesso in auto attraverso la vicina Finlandia, che si rivolge Putin nel suo discorso quando lo Zar parla di una nazione russa “capace di distinguere i veri patrioti dai bastardi e dai traditori, e sputare fuori questi ultimi come moscerini finiti per sbaglio in gola”.

Altro passaggio del discorso di Putin riguarda le sanzioni occidentali contro gli oligarchi, che secondo il Cremlino è un modo dei Paesi occidentali di “scommettere su una cosiddetta quinta colonna, sui traditori della nazione, su chi guadagna in Russia, ma vive in Occidente“. E qui Putin sottolinea come “con il termine ‘viverci’ non intendo solo in senso geografico, ma anche come stile di vita, di mentalità e di coscienza, che è quella degli schiavi“. “Non giudico quelli con ville a Miami o in Costa Azzurra, o chi non può cavarsela senza ostriche o foie gras, o con la cosiddetta libertà di genere, perché pensano che questo li collochi in una casta superiore – ha proseguito il presidente russo -. Il problema è che esistono mentalmente altrove, e non qui, con la nostra gente, con la Russia“.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia