Caschi Cooltra sono stati rubati e finiti sui banchi del mercato di Porta Portese e Repubblica ha avviato un test di acquisto su Vinted. Adesso la società di scooter sharing agirà per vie legali. Attraverso l’avvocato Federico Sinagra, infatti, sono state inviate pec, diffide e denunce a diverse piattaforme di second hand e marketplace, dove negli ultimi mesi sono saltati all’occhio diversi annunci di caschi verdi e blu utilizzati sulle moto in sharing.

Le piattaforme incriminate

Facebook, Marketplace, eBay, Subito, Vinted e Mercatino sono le piattaforme finite nel mirino, sulle quali i caschi vengono spesso proposti come dei normali oggetti usati, completi di logo, visiera e, in alcuni casi, persino venduti in stock. Le segnalazioni, riguardano sia le piattaforme, che i venditori e i potenziali acquirenti, con ipotesi di reato che vanno dall’appropriazione indebita al furto aggravato, fino alla ricettazione. L’obiettivo, è interrompere quella che per la società è ormai diventata una vera filiera: caschi sottratti dagli scooter rivenduti online e poi riutilizzati privatamente come se fossero comuni accessori da moto.

Il test di Repubblica su Vinted

Nei giorni scorsi, uno di questi casi era stato raccontato proprio da Repubblica, contattando direttamente un venditore attivo su Vinted che vendeva tre caschi Cooltra a 45 euro. L’annuncio, faceva riferimento a un “lotto set stock tris casco verde green“, con tanto di fotografie e loghi ancora ben visibili. Repubblica, fingendosi interessata all’acquisto, aveva avviato una trattativa come per qualsiasi altro oggetto di interesse, con il venditore che aveva chiesto 38 euro per tutti e tre i caschi, spiegando che “non erano nuovi ma in condizioni più che ottime“. Poi, quando gli è stato chiesto se fosse merce rubata, la risposta è arrivata senza esitazioni: “Non sono rubati, li ho trovati abbandonati per strada“. A quel punto, al venditore era stata fatta notare la possibilità di multe o denunce per chiunque venisse trovato in possesso dei caschi sottratti dagli scooter sharing, e lui, minimizzando, ha risposto: “Basta coprire le scritte con un adesivo. Abbiamo quattro mafie, mo stanno a vedè te“.

L’onnipresenza dei caschi Cooltra

Secondo Cooltra, questo fenomeno ha assunto negli ultimi mesi dimensioni molto più ampie rispetto al semplice gesto del “furbetto” che porta via un casco dal bauletto di una moto. I caschi, sono ormai comparsi ovunque: nelle camere degli studenti, sui motorini privati, nelle piste da sci di Cortina e perfino nelle gite organizzate in quad in Marocco, dove alcuni turisti italiani li hanno indossati durante le escursioni nel deserto. C’è chi li personalizza con adesivi e vernice spray per coprire i loghi e chi invece tenta di guadagnarci rivendendoli online. Per questo motivo, la società ha deciso di alzare il livello dello scontro, contestando non solo il furto materiale dei caschi, bensì anche la loro circolazione commerciale.