e No sono all’ultima curva. E il risultato appare ancora incerto. Una cosa, tuttavia, si può dire già da ora, alla fine della maratona referendaria. Seppure perdesse nelle urne, il centrodestra avrebbe comunque rafforzato il suo profilo di forza responsabile di governo. Mentre, seppure vincesse, la sinistra avrebbe dimostrato ancora una volta di essere “unfit to lead Italy”. Il 23 marzo, cioè, avrà conseguenze importanti sul quadro politico del Paese. Ma forse di segno opposto a quel che ritiene Elly Schlein.

È stata la destra infatti ad avere il coraggio di intestarsi una riforma modernizzatrice, e tuttavia assai insidiosa, visto che tocca i potenti santuari della magistratura associata. Una scelta che non era affatto scontata. Dopotutto, la cultura politica meloniana aveva alle spalle un passato poco garantista, il securitarismo del vecchio Msi, il primato della disciplina sociale di Giorgio Almirante, l’ispirazione illiberale di Julius Evola e Pino Rauti. Senza dire che, nella stagione di Mani Pulite, aveva cavalcato, con Gianfranco Fini, l’onda giustizialista. Eppure è questa destra che oggi – dopo aver sciacquato i panni nel liberalismo berlusconiano – prende il testimone dello Stato di diritto, della terzietà del giudice, della guerra alle mafie correntizie. Un salto vertiginoso dal codice Rocco al codice Vassalli. Un esempio di maturazione ideologica e intelligenza politica, che le permette di farsi rappresentante legittima della maggioranza moderata del paese. Non a caso, quando a gennaio fu indetto il referendum, i sondaggi rilevarono un consenso assai diffuso. Il Sì era ampiamente in testa.

Un percorso opposto sembra quello della sinistra. Sedotta dall’illusione della spallata al governo e, più ancora, dal richiamo della foresta, dalla forza cioè che hanno tuttora certe ipoteche ideologiche novecentesche, la sinistra di Schlein ha consapevolmente tradito le componenti riformiste e liberali presenti nella sua storia (e nella storia del Paese). Ha dimenticato come lo stesso Pci togliattiano fosse diffidente nei confronti dell’uso politico della magistratura. Ha smentito l’ispirazione garantista, la difesa dello Stato di diritto, la critica del populismo penale che fu dei Napolitano, dei Chiaromonte, dei Macaluso. E tanto più, di quella storia, ha ignorato la preziosa inseminazione radicale, le battaglie di Marco Pannella, la generazione socialista dei Craxi, Martelli, Amato, Pellicani. Dello stesso Vassalli. Tutto gettato alle ortiche. Senza dire che alla scelta giustizialista di Schlein si sono allineati anche quei leader postcomunisti che pure avevano creduto alla necessità di ammodernare la giurisdizione.

I Veltroni, i D’Alema, i Fassino, gli smemorati che oggi votano NO. È accaduto insomma che la sinistra lasciasse alla destra la bandiera della giustizia giusta e dell’autonomia della politica. Ed è accaduto nel modo peggiore, gridando all’asservimento dei magistrati, alla Costituzione sfregiata, alla democrazia in pericolo. Mischiando la polemica referendaria ai temi più disparati, la guerra, Trump, le basi americane, i bambini di Gaza. Sollecitando cioè l’antiamericanismo, la piazza pro-Pal, i salotti woke, le centurie antifasciste. Bisognava portarli alle urne. Gli si è fatto credere che questa era l’occasione per mandare a casa il governo.

E può anche darsi che il gioco riesca. Che, il 23 marzo, disorientata dalla furia del dibattito, la maggioranza moderata decida di restare a casa. Che a prevalere siano le schiere chiassose mobilitate da Schlein, Conte e Bonelli. Per la sinistra, tuttavia, sarebbe la classica vittoria di Pirro. La conferma che, oggi come oggi, non esiste in Italia un’alternativa di governo. Perchè tale non è un’opposizione che, per calcoli tattici, priva il paese di una riforma di portata storica. Che al pragmatismo responsabile degli statisti preferisce l’estremismo verbale delle minoranze. E di certo sarebbe la morte politica di quelle componenti riformatrici che, per tutto il tempo, hanno taciuto, si sono pudicamente nascoste. Messe all’angolo dalle brigate partigiane del Nazareno.