In Campania la situazione per la chiusura delle scuole resta tesa. Ma il Presidente Vincenzo De Luca a 24 ore dalla decisione di chiudere le scuole ha fatto un parziale dietrofront e ha deciso di riaprire asili e nidi. Il resto resta chiuso, o meglio aperto a distanza con la didattica online garantita (a chi ha gli strumenti per farla, ovviamente). Ma per il pediatra Raffaele Troiano si tratta di una decisione controproducente. “Non vorrei essere nei panni di chi oggi prende decisioni e quindi non ho la presunzione di giudicarle – scrive in un lungo post su Facebook – Però mi sorprende molto che la riapertura scolastica sia per l’unica fascia ‘non mascherata’ e difficile da distanziare”.

Per il pediatra la priorità va data alle importantissime elementari. “Sono la pietra miliare del futuro di ogni bambino, essendo a quest’età anche più facili da gestire in classe – spiega Troiano – Poi penserei a medie e superiori: ormoni alle stelle e difficili da tenere in casa se non ‘sfogano’ un po’ di socialità a scuola. In ultimo penserei a nidi e asili. Tale mia visione delle cose non pretende assolutamente di essere quella più corretta essendo le variabili molteplici e potrebbe essere ampiamente criticabile.
Ma è la mia visione e non posso fare a meno di palesarla”.

E ricapitola i consigli dati a settembre ai genitori dei piccoli pazienti che ha incontrato. “Chi ha figli in nidi e asili: eviti di mandarli se possibile – dice il pediatra – Per quanto importante sia per il bimbo la scuola dell’infanzia purtroppo il rischio contagio qui è troppo difficile da gestire: mascherine assenti e distanziamento ai limiti dell’impossibile. Se li mandate, accompagnateli voi evitando pulmini (per asilo s’intende). Che però nidi e asili restino aperti a sostegno di chi non può in nessun modo evitare di mandarceli, è una cosa con cui concordo”.

Per quanto riguarda le elementari il pediatra Troiano ha suggerito ai genitori di mandarli senza dubbio stando tranquilli: “È la fascia a maggior garanzia di distanziamento e mascherina. È un’età dove ancora hanno soggezione della maestra e si ribellano meno alle regole rispetto a medie e superiori. Fate in modo di accompagnarli voi genitori finchè possibile”, ha detto.

Il pediatra è sempre più convinto che anche i ragazzi di medie e superiori debbano andare a scuola per il semplice fatto che le scuole hanno buoni dispositivi di sicurezza e in più è lì che sono più controllati rispetto al resto dei luoghi che frequentano a scuole chiuse. “A scuola i ragazzi hanno mascherine e chi li ammonisce se non rispettano le regole! Fuori invece no! Chiudere le scuole darà loro molto più tempo e soprattutto voglia di incontrarsi fuori (non sottovalutate il potere degli ormoni di tali età). Cercate poi di accompagnarli o farli andare senza mezzi (se possibile) evitando di affollare i mezzi pubblici”.

Augurando una riapertura nel minor tempo possibile e scongiurando dunque una decisione affine da parte del Governo parla di dati. “Sappiamo se il contagio tra ragazzi a scuole chiuse è maggiore o minore? Se, privati di quella desiderata interazione quotidiana e riversandosi quindi con maggior ‘voglia sociale’ in parchi e strade senza il controllo del docente, tendono ad aumentare o ridurre la curva dei contagi?”