La lettera
Il PSI è morto con Craxi, ma la battagli alle autocrazie è ancora viva. E Vannacci è un agente russo
Caro Direttore,
Mi consenta di rappresentare le mie ragioni rispetto al Comitato Vassalli e a molte altre cose di cui ha parlato Aldo Torchiaro sul Riformista del 26 Giugno. Il sottoscritto ha sempre ritenuto che il PSI, quello vero, autentico e grande è finito con Craxi e che oggi non è utile la formazione di un quarto partitino socialista, magari quello dei nobili decaduti, senza che prima ci sia la scintilla costituita dal segnale da parte delle nuove generazioni, di nuovi dirigenti e di nuovi leader politici, tanto meno dei media e di rilevanti settori della società civile. Invece la cultura socialista è tuttora in campo e anzi svolge sul terreno dei contenuti un ruolo fondamentale, starei per dire egemone, con l’apporto di singole personalità, riviste (prima tra tutte Mondo Operaio, e anche la nostra Civiltà Socialista), Fondazioni (in primo luogo la Fondazione Craxi e la Fondazione per il Socialismo), Associazioni e quant’altro. Esistono anche singole esperienze locali assai significative. In questo quadro, visto come erano andate le cose, cioè molto male, sul terreno del referendum sulla giustizia ho proposto di proseguire l’attività del comitato Vassalli in continuità con le ragioni per cui era nato, cioè della battaglia per la riforma della Giustizia, in Parlamento e nel Paese con proposte mirate, fra cui fondamentale a mio avviso la valorizzazione con precisi strumenti del ruolo del GIP, che può avere funzioni decisive di contrasto alla prepotenza nella fase preliminare dei pubblici ministeri.
Da questo punto di vista va detto che dopo il referendum le uniche battaglie in Parlamento per la Giustizia sono state quelle condotte da Stefania Craxi e Enrico Costa capigruppo di Forza Italia. A ciò va aggiunta la battaglia per un cambiamento profondo nella situazione delle carceri italiane come denunciato dai Radicali e oggi anche da Alemanno. Su questo terreno a mio avviso i Socialisti potrebbero o avrebbero potuto svolgere un ruolo fondamentale e con una propria autonoma funzione senza scomparire in poli caratterizzati da mille momenti associativi. Comunque sul terreno decisivo della politica globale di contrasto alle autarchie (Russia, Cina, Iran e in questa fase anche Trump non certo gli USA) vanno costruiti schieramenti trasversali. Per intenderci, bisogna coinvolgere forze politiche esistenti nella maggioranza, fra cui decisive sono Forza Italia e Noi Moderati, evidentemente questo terzo polo in formazione, così come la minoranza riformista del PD.
Al contrario sul terreno decisivo della battaglia che ha dei nomi e cognomi che si chiamano l’Ucraina, Israele, Taiwan emergono in Italia posizioni molto negative in primo luogo da parte di Vannacci, che non è un puro spirito, ma chiaramente un agente russo, nel centrodestra da parte di Salvini, nell’area del campo largo Conte e il M5S, AVS, una parte cospicua del PD come quella di Bettini e di D’Alema. Il sottoscritto ha a disposizione un modesto strumento, la Civiltà Socialista che si è sempre mossa e si muoverà in una direzione precisa: la battaglia politica e culturale contro le autocrazie di ogni tipo, di destra e di sinistra, il sostegno senza se e senza ma, come abbiamo già detto nei confronti della Ucraina, di Israele e di Taiwan. In questo quadro, ovviamente, ricercheremo sempre un rapporto positivo con il Riformista che sta svolgendo un ruolo di grande importanza nella stampa italiana.
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