Con le direttive espresse negli ultimi Dpcm, va in stand by ancora un volta il sogno, divenuto già in parte realtà, della Tam Tam Basketball, associazione sportiva che da Castel Volturno è riuscita, a seguito di una lotta “di sport e di civiltà”, presto sostenuta dai media e dai social, a far rientrare nell’ultima legge di bilancio una norma che salvaguardasse la possibilità per i minorenni stranieri di poter partecipare alle competizioni ufficiali, superando lo scoglio legale che prima richiedeva un massimo di “due componenti stranieri” per squadra in caso di competizioni ufficiali. Un vero problema per la squadra del casertano, composta esclusivamente da minorenni stranieri di seconda generazione.

“Si calcola che ci siano un milione di minorenni stranieri qui in Italia, e ora questa nuova legge, che con orgoglio ribattezzerei la legge ‘Tam Tam’, permette a questi ragazzi di fare sport senza essere discriminati” ci dice Massimo Antonelli, una vita dedicata alla pallacanestro, che nel 2016 ha fondato questa associazione dove sport, integrazione e lotta per i diritti si fondono virtuosamente. Un punto di riferimento per il territorio, ispirato ad una filosofia fatta di disciplina, passione e spirito di squadra, in un contesto sociale che passa alle cronache la maggior parte delle volte solo per fatti di criminalità organizzata o per i reati ambientali che continuano ad affliggere senza tregua il territorio.

“E’ stata come una scintilla”: non trattiene l’entusiasmo, Blessy, fiera rappresentante della componente femminile della squadra, quando ci racconta il colpo di fulmine con il basket. Lei, come Samuel e Destiny, è venuta a conoscenza della Tam Tam grazie alla scuola, e da allora gioca e lotta con i suoi compagni di squadra per amore dello sport, un amore da intendersi senza steccati razziali, culturali, sessuali. “Qui la maggior parte dei genitori non riesce a permettersi di pagare lo sport ai propri figli, ed una realtà come Tam Tam aiuta ad unire i ragazzi e a realizzare il desiderio dei giovani di fare attività sportiva.“Penso che lo sport potrebbe salvare Castel Volturno, e con il tempo riuscire a migliorare la reputazione di questi luoghi”, ci dice Destiny, orgoglioso per la decisione della Federazione che ha consentito alla squadra di partecipare ai campionati senza limitazioni.

“Cosa resta a questi ragazzi senza praticare un po’ di sport, in un contesto dove il crimine e il disagio sociale è sempre in agguato?” si interrogail coach Antonelli. “Lo sport è un bisogno primario per un giovane, come mangiare e dormire”, incalza Vittorio Scotto di Carlo, uno degli allenatori che giorno dopo giorno, con entusiasmo e dedizione, si occupano di infondere lo spirito sportivo agli allievi e di far progredire la squadra, che prima dell’abbattersi della pandemia aveva inanellato numerosi successi nelle competizioni. “Ora con l’ennesimo dpcm, si sottrae a questi ragazzi un pilastro della formazione, e verrà a mancare qualcosa di fondamentale per la crescita spirituale della gioventù del territorio”, conclude.

Al di là dello sport in sé, Tam Tam Basketball offre un’opportunità di crescita e di socialità cruciale per questi minorenni, italiani a tutti gli effetti, ma ostacolati da leggi miopi e da un processo di integrazione ostacolato da ogni fronte. “Tam Tam è un porto sicuro dove questi giovani atleti hanno la possibilità di ormeggiare e di sentirsi sicuri, dove possono trovare modelli positivi che possano spronarli a guardare oltre i limiti e le contraddizioni del territorio, per insegnargli a ritrovare, sempre e comunque, la giusta strada”.