Riceviamo e pubblichiamo la riflessione che ci ha inviato un imprenditore napoletano dopo aver visto le immagini degli scontri della scorsa notte di Napoli.

Fateci morire di virus ma non di fame.

Io la penso così dopo aver visto bene tutte le immagini di quello che è successo ieri e non solo quello propinato dalle TV.

Ieri ci sono state due manifestazioni, quella delle persone normali e quella degli infiltrati camorristi che non scopriamo oggi, sono da sempre presenti, ci sono sempre stati tra i tifosi allo stadio, ci sono stati nella manifestazione della discarica a Chiaiano, ci sono sempre stati nelle manifestazioni dei disoccupati. Ovviamente è comodo per le tv far vedere solo quello che fa scalpore. Detto questo la situazione è gravissima, hanno pensato al bonus vacanze, al bonus monopattino, quando la gente già nel primo lockdown è stata lasciata sola. Lo dico io che ho un’azienda, i miei dipendenti ancora aspettano la cassa integrazione, a settembre nonostante si conoscesse la situazione a cui si stava andando incontro lo Stato ha preteso tutti i pagamenti che aveva sospeso tra marzo e aprile (tasse), inoltre dovevano sospendere affitti e utenze e invece tutto si è dovuto pagare regolarmente.

Oggi è chiaro che con un nuovo lockdown la maggior parte delle aziende morirà, e questa gente che deve fare? Per non morire di virus deve morire di fame? Senza contare psicologicamente vedere distrutto il lavoro di anni fatto con molti più sacrifici di un lavoro dipendente, lo so perché li ho fatti entrambi.

Certo è che qui alla fine per farsi ascoltare come è sempre successo nella storia (vedi 4 giornate di Napoli) bisogna fare una rivoluzione, e non ho mai visto una rivoluzione fatta con striscioni e fiorellini in mano onestamente.

Detto questo, quello che è successo ieri lo condanno anche io perché quello è stato solo sciacallaggio da parte di infiltrati camorristi, che non hanno niente a che vedere con i commercianti e la gente comune, ma il rischio che finisca in guerra civile è molto alto, soprattutto per il modo arrogante e offensivo, nonché fascista, di imporre le decisioni da parte di quel signore della regione che non merita neanche di essere menzionato per quanto è meschino e subdolo.

E aggiungo hanno preteso che tutti investissero in sicurezza, parafiati, strisce di distanziamento, gel disinfettante, termoscanner, e poi così dopo che non hanno fatto nulla per prepararsi a contrastare la ovvia seconda ondata invernale prendono e ti chiudono l’attività, con annunci tutt’altro che democratici su Facebook, lasciandoti nuovamente solo a navigare al buio verso il tuo destino.

Io non ci sto, vorrei avere il diritto di scegliere e di morire se voglio non di fame ma correndo il rischio di prendermi il virus, oppure una reale presenza dello stato in aiuto a tutto ciò che in realtà muove l’economia del Paese e che permette di pagare anche gli statali, i politici, le pensioni, è possibile che la gente ha chiuso attività e si continuano a pagare i vitalizi ai parenti dei senatori a vita defunti? No, io non ci sto, è una vergogna totale!!