Giuseppe Conte non molla sul lockdown generalizzato. Il presidente del Consiglio ha ribadito ancora una volta, intervenendo al Festival del Lavoro, che “dobbiamo escludere un lockdown generalizzato”. “Rimaniamo vigili e pronti a intervenire dove necessario”, è la ricetta del premier che dunque insiste su una linea morbida, contrapposta a quella ‘dura’ portata avanti in particolare dai ministri Pd Roberto Speranza (Salute) e Dario Franceschini (Cultura)

Il premier ha ripetuto comunque che il governo è “pronto a intervenire in qualsiasi momento”, che l’attenzione resta “altissima”, ma che l’esecutivo deve contenere il contagio” puntando a evitare l’arresto dell’attività produttiva come pure delle scuole e degli uffici pubblici”.

DE LUCA ANTICIPA CONTE – Parole che non ha affatto ricevuto il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che oggi ha di fatto annunciato il prossimo lockdown della regione. “Non abbiamo più tempo da perdere. Vi anticipo che comunicherò la mia richiesta di lockdown a livello nazionale. Per quello che riguarda la Campania, procederemo con la chiusura di tutto. Per i dati che abbiamo non basta l’ordinanza che entrerà in vigore oggi (sul coprifuoco notturno, ndr). Io propongo il lockdown”, ha detto nel corso di una diretta su Facebook. Non saranno incluse attività agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture alimentari, ma De Luca ha sottolineato “che dobbiamo bloccare la mobilità regionale e quella tra comuni. Tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive”.

L’ex ‘sindaco sceriffo’ di Salerno ha quindi evidenziato che il lockdown è “l’ultimo per bloccare l’esplosione del contagio, quindi dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni, per frenare l’esplosione del contagio. Poi si vedrà tra un mese, ma è evidente che senza decisioni drastiche non si può reggere, e dobbiamo farlo oggi perché siamo ancora in condizioni di reggere, domani non sarà più possibile”.

PRESSING SU CONTE NEL GOVERNO – Ma in pressing su Conte non c’è solo de Luca. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha lanciato un “allarme rosso” per il Coronavirus. “Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni se le decisioni” che si stanno assumendo anche a livello locale “sono sufficienti”, ha detto il governatore del Lazio.

All’attacco anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi, con accuse rivolte soprattutto ai grillini: “Grande confusione sotto il cielo nella gestione del Covid” e soprattutto “c’è qualcosa che non va nella gestione dell’emergenza. Penso che i problemi della seconda ondata derivino essenzialmente da quattro T: mancano tamponi rapidi, manca tracciabilità seria, mancano trasporti pubblici, dobbiamo avere più terapie intensive”.

LE IPOTESI IN CAMPO – Fino all’uscita di De Luca, erano due le ipotesi in campo per le nuove misure restrittive che il governo potrebbe mettere in campo nei prossimi giorni. Una è l’imposizione di un coprifuoco su tutto il territorio nazionale nelle ore notturne, sulla scia di quanto già fatto da regioni come Lombardia, Campania e Lazio, con altri enti locali che stanno pensando di seguirle; l’altra misura sarebbe di fatto un lockdown, con l’uscita dalle proprie abitazioni consentita solo per andare a scuola e al lavoro, limitando al massimo le attività non essenziali.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia