L’Italia va verso la chiusura. I contagi salgono, gli ospedali si riempiono e i governatori fanno le loro scelte. Chiudono o stringono le maglie delle libertà e delle attività per scongiurare un ulteriore impennata dei positivi e dei decessi a causa della pandemia da coronavirus. Dopo che Lombardia, Campania e Lazio – le tre Regioni più popolose del Paese – hanno imposto nuove restrizioni e il coprifuoco, le prossime che sembrano aver preso decisioni per nuove chiusure sono Sardegna, Sicilia e Calabria.

LE ISOLE – Si è parlato molto di lockdown in Sardegna. Una specie di stop&go, di spostamenti e attività, per 15 giorni. Il governatore, secondo il Messaggero, Cristian Solinas starebbe però pensando più a una chiusura dei confini della Regione. Solinas avrebbe pronta l’ordinanza. Potrebbe firmarla lunedì. Non sarà quindi un lockdown ma una stretta a confini, con porti e aeroporti, per poter risolvere internamente i contagi e i tracciamenti senza dover affrontare anche la trasmissione in arrivo dalla penisola. Stesse misure potrebbero essere prese dalla Sicilia. Nello Musumeci ha detto di non esluvere “di chiudere i confini. Noi abbiamo chiuso l’isola impedendo l’accessibilità al 92 per cento nei mesi drammatici della prima fase e non escludiamo di poterlo fare anche con altre misure restrittive nei prossimi giorni”.

CALABRIA – Si muove invece nel solco tracciato da Lombardia, Lazio e Campania la Calabria. Il presidente della Regione Nino Spirlì – succeduto alla carica alla morte improvvisa dell’ex governatrice Jole Santelli – sarebbe in procinto di emanare una nuova ordinanza che entrerebbe in vigore da lunedì e avrebbe la durata di due settimane. Previste restrizioni per i cittadini: quindi la didattica a distanza per le scuole medie e superiori e il coprifuoco nelle ore notturne. Al momento non c’è nessuna conferma ufficiale, precisa l’Ansa, ma il presidente della Regione facente funzioni Nino Spirlì, ha anticipato i contenuti dell’ordinanza in un audio messaggio inviato, secondo quanto si apprende, a sindaci e consiglieri regionali. Spirlì sta anche facendo un giro di consultazioni per raccogliere ulteriori pareri dopo la Conferenza Stato Regioni di oggi prima di per firmare l’ordinanza.