Nel giorno in cui in Campania scatta il coprifuoco (dalle 23 alle 5 del giorno successivo), il governatore Vincenzo De Luca rilancia e chiede al Governo un lockdown nazionale. “La Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo” avverte il presidente sottolineando che “i dati attuali sul contagio rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. E’ necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti)”.

Per De Luca “è indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate. In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo”.

SI ALLONTANA APERTURA SCUOLE PRIMARIE –Parole che allontanano però l’eventuale apertura delle scuole primarie in Campania. Nell’ordinanza numero 82 firmata nei giorni scorsi, c’è l’orientamento alla riapertura delle attività in presenza delle scuole elementari da lunedì 26 ottobre, subordinata a un’ulteriore verifica che sarà svolta nei prossimi giorni sull’andamento dei contagi registrato nel personale scolastico e negli alunni.

DE LUCA: “2.280 POSITIVI, O LOCKDOWN O VEDREMO SFILARE LE BARE”

IL BOLLETTINO DEL 22 OTTOBRE – Ottavo giorno di fila con oltre mille casi in Campania. Nel bollettino di giovedì 22 ottobre sono 1.541 i casi di coronavirus accertati dall’Unità di Crisi in seguito all’analisi di 12.001 tamponi. Di questi 88 sono sintomatici mentre 1.453 sono asintomatici. Sei le vittime (per un totale di 551) registrate nelle ultime 24 ore ma decedute tra il 20 e il 21 ottobre. I guariti del giorno sono 75 per un totale di 8.913.

OSPEDALI IN DIFFICOLTA’ – Negli ospedali campani la situazione è la seguente: in terapia intensiva sono ricoverati 94 pazienti, +9 rispetto al giorno precedente, su 227 posti letto disponibili. In degenza ordinaria ci sono 1.037 pazienti (+41) su 1.100 posti letto disponibili. Restano dunque 63 posti letto di degenza ordinaria.

COVID RESIDENCE – Al covid residence dell’Ospedale del Mare arrivano i primi due ospiti. Si tratta di una donna di 56 anni di Napoli, del quartiere di Bagnoli che è stata trasferita dall’ospedale San Paolo dove era ricoverata in degenza ma era asintomatica. La seconda ospite è una donna georgiana di 41 anni che era ricoverata al Cotugno, anch’essa asintomatica. Entrambe passeranno l’isolamento nell’hotel allestito all’Ospedale del Mare in stanze singole senza avere contatti con l’esterno. La struttura è stata inaugurata mercoledì 21 ottobre e sarà messa a disposizione delle persone positive ma asintomatiche, che non possono fare l’isolamento a casa. Saranno subito attive 42 stanze (con bagno annesso, doccia compresa) che possono essere usate da singoli o da due persone se sono congiunti. In totale sono oltre 80 le stanze disponibili (per circa 188 posti) in una struttura di quattro piani.

PREOCCUPA NAPOLI E LA SUA PROVINCIA – La maggior parte dei casi viene registrata nel capoluogo partenopeo e nella sua vasta provincia. Un dato che ha spinto la regione Campania a vietare gli spostamenti tra le province nel tentativo di delimitare le aree critiche provando ad intervenire in maniera più concreta.  Al centro dell’attenzione c’è quindi Napoli e la sua area metropolitana. Zone che fanno registrare ogni giorno oltre mille nuovi positivi.

LA SITUAZIONE A NAPOLI – Stando ai dati aggiornati giovedì 22 dall’Asl Napoli 1 Centro le persone residenti in città ricoverate in ospedale sono 194 (di cui 16 in terapia intensiva), quelle in isolamento domiciliare sono 6.334 mentre i soggetti ad isolamento domiciliare fiduciario sono 6.658.

IMPENNATA DI CASI NEI QUARTIERI A NORD – Impennata di contagi da Covid-19, tra il 10 e il 20 ottobre, nei quartieri dell’area Nord di Napoli. Il dato emerge dal report dello studio condotto dal Comune di Napoli in collaborazione con l’Universita’ degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’. I quartieri di ScampiaPiscinola e Chiaiano sono stati individuati come zona Rossa, detta anche Area Calda, perché caratterizzata da un tasso alto alimentato da un elevato incremento percentuale di casi di positività al virus.

Attenzione anche ai quartieri nord di Secondigliano, Miano e San Pietro a Patierno che sono classificati come Zona Arancione, detta anche Zona di riscaldamento, perché con tasso ancora basso ma con un incremento percentuale elevato di casi elevato. Qui si teme che nei prossimi giorni possa esserci un ‘ulteriore crescita del contagio. A dare la fotografia dell’avanzamento del virus nel capoluogo è anche l’assenza in tutta la città della Zona Verde, detta anche zona fredda, perché a basso tasso e incremento. Migliora invece la situazione nei quartieri di San Carlo all’Arena e Stella e in tutta l’area del centro dove si registra una ”diminuzione percentuale” di contagi e di positivi. Restano invece sorvegliati speciali e in Zona Arancione i quartieri di Pianura e Soccavo e tutta l’area orientale con Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra. In queste aree lo studio rileva ”un lieve incremento” dei contagi. Attenzione anche per la zona collinare del Vomero-Arenella e per l’area occidentale di Fuorigrotta e Bagnoli dove si registra ”un incremento” di casi di positività al Covid.

PIU’ CASI TRA GLI ADOLESCENTI – Sempre dal report emerge un altro dato preoccupante: i contagi tra gli adolescenti sono in crescita. In particolare, lo studio rileva che sono aumentati i positivi tra i giovani sotto i 20 anni. Un dato che si ritiene ”possa essere attribuito all’apertura delle scuole, delle Università e in generale delle attività sociali”. Infine si conferma che la fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 40 e i 60 anni, ma ”c’è da attenzionare – si evidenzia – anche la fascia compresa tra i 20 e i 40 anni”. L’analisi infine individua come ”punto critico” di diffusione del contagio i nuclei familiari e la promiscuità abitativa perché ”l’incremento dei contagi nelle zone popolari sicuramente è legato a fattori socio-economici e culturali”.

ZONA ROSSA ARZANO: 300 MILITARI – Sono circa 300 i militari del raggruppamento Campania impiegati nell’ambito dell’operazione ‘Strade Sicure’, che da ieri sera e fino al 30 ottobre, sono operativi per garantire il rispetto del lockdown nel comune di Arzano, in provincia di Napoli. L’esercito, precisa una nota della Difesa, è stato chiamato a presidiare in concorso con le Forze di Polizia la quasi totalità dei 22 varchi di accesso alla città di Arzano, dichiarata zona rossa a seguito dell’ordinanza regionale per l’alto numero di contagi. L’ordinanza prevede il divieto di accesso e di uscita dalla città, la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Sospese inoltre le attività commerciali e produttive, comprese quelle di ristorazione (salvo che in modalità di consegna a domicilio), fatta eccezione per i soli servizi alla persona ed attività connesse all’approvvigionamento dei beni e servizi di prima necessità. È consentito il transito in ingresso e in uscita da parte degli operatori socio sanitari addetti ai controlli e ai servizi assistenziali.

IL COPRIFUOCO – Dal 23 ottobre al 13 novembre scatta il coprifuoco in Campania. Dalle 23 alle 5 del giorno successivo non si potrà girare per strada e si dovrà tornare al proprio domicilio entro le 23.30. Sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute.

E’ quanto emerge dall’ordinanza numero 83 firmata giovedì 22 ottobre, dal Governatore Vincenzo De Luca dopo il placet del ministero della Salute. Così come è già avvenuto in Lombardia (e nelle prossime ore nel Lazio), anche in Campania ci sarà il coprifuoco per circa tre settimane nel tentativo di limitare il picco di contagi che a ottobre ha fatto segnare più positivi di tutto il periodo compreso tra marzo e settembre scorso. Da sette giorni consecutivi la regione guidata da De Luca registra oltre mille casi quotidiani.

Nell’ordinanza è fatto obbligo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo. Gli avventori degli esercizi di svolgimento delle attività indicate al primo periodo sono tenuti a rientrare al proprio domicilio, dimora o residenza entro le ore 23,30.

Sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute. E’ sempre consentito il rientro al proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro.

LA PRECISAZIONE – In una nota successiva l’Unità di Crisi della regione Campania chiarisce: “La disposizione non si applica ai cittadini abitualmente residenti o domiciliati in altre regioni, né al transito necessario allo spostamento dei cittadini campani verso altre regioni italiane o straniere. Nelle attività di “formazione” che legittimano gli spostamenti, sono inclusi l’attività formativa, di training, nonché gli allenamenti connessi ad impegni correlati a competizioni consentite dalle disposizioni vigenti. Ogni specifico motivo dello spostamento dovrà essere autocertificato sotto responsabilità personale dell’interessato o, in caso di minori, dell’accompagnatore maggiorenne”.