Dal 23 ottobre al 13 novembre scatta il coprifuoco in Campania. Dalle 23 alle 5 del giorno successivo non si potrà girare per strada e si dovrà tornare al proprio domicilio entro le 23.30. Sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute.

E’ quanto emerge dall’ordinanza numero 83 firmata oggi, giovedì 22 ottobre, dal Governatore Vincenzo De Luca dopo il placet del ministero della Salute. Così come è già avvenuto in Lombardia (e nelle prossime ore nel Lazio), anche in Campania ci sarà il coprifuoco per circa tre settimane nel tentativo di limitare il picco di contagi che a ottobre ha fatto segnare più positivi di tutto il periodo compreso tra marzo e settembre scorso. Da sette giorni consecutivi la regione guidata da De Luca registra oltre mille casi quotidiani.

Nell’ordinanza è fatto obbligo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo. Gli avventori degli esercizi di svolgimento delle attività indicate al primo periodo sono tenuti a rientrare al proprio domicilio, dimora o residenza entro le ore 23,30.

Sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute. E’ sempre consentito il rientro al
proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro.

LA PRECISAZIONE – In una nota successiva l’Unità di Crisi della regione Campania chiarisce: “La disposizione non si applica ai cittadini abitualmente residenti o domiciliati in altre regioni, né al transito necessario allo spostamento dei cittadini campani verso altre regioni italiane o straniere. Nelle attività di “formazione” che legittimano gli spostamenti, sono inclusi l’attività formativa, di training, nonché gli allenamenti connessi ad impegni correlati a competizioni consentite dalle disposizioni vigenti. Ogni specifico motivo dello spostamento dovrà essere autocertificato sotto responsabilità personale dell’interessato o, in caso di minori, dell’accompagnatore maggiorenne”.

STOP A SPOSTAMENTI TRA PROVINCE – Per l’intero arco della giornata è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di domicilio, dimora o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania. Sono consentiti, limitatamente al diretto interessato nonché ad accompagnatore, ove necessario, esclusivamente spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, familiari, scolastiche, di formazione o socio-assistenziali ovvero situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute. E’ in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro.

LE SANZIONI – Multa da 400 a 3mila euro per chi non rispetta l’ordinanza che vieta gli spostamenti in orario notturno e chiude le attività dalle 23 alle 5. Stessa sanzione per chi non rispetta il divieto di spostamento (valido per tutta la giornata) tra una provincia e l’altra della Campania.

LA FIACCOLATA DI PROTESTA – E’ prevista per le 23 di questa sera, giovedì 22 ottobre, davanti alla sede della Regione Campania, in via Santa Lucia a Napoli, la fiaccolata di protesta degli imprenditori della ‘Rete piccole e medie imprese napoletane’, che, alla vigila del coprifuoco, manifesteranno le loro preoccupazioni. La stima è di un meno 50% in media per il fatturato, nel corso di questo mese di ottobre, paragonato allo stesso mese del 2019. Ma sono numeri destinati ad aumentare “e raggiungere anche il -70% di fatturato”. Un discorso che non riguarda solo i piccoli esercizi, ma anche quelli più grandi.

“Ci riuniamo il giorno prima perché siamo anche pronti a metterci in discussione e ad abbassare le saracinesche – dice Stefano Meer della Rete – ma vogliamo essere parte attiva della soluzione del problema”. Il “sacrificio” di chiudere i propri locali “lo facciamo sa soli, non abbiamo bisogno di lockdown imposti”. “Se si ritiene lo svolgimento dell’attività di somministrazione foriera di contagi – spiega – siamo pronti a chiudere per il bene nostro e dell’intera comunità”. “Ma chiediamo chiarezza e tempestività di intervento alle autorità – aggiunge – Chiediamo siano salvaguardate le nostre maestranza , le nostre aziende con misure tempestive ed efficaci”. Alla manifestazione, i titolari degli esercizi commerciali avranno anche dei cartelli con le proposte che avanzano: sostegno a livello nazionale per il tramite del governatore; cassa integrazione con erogazione immediata e non soggetta a tassazione per il dipendente; differimento imposizione fiscale (nazionale e locale); credito di imposta locazioni con cessione al locatore pari ad almeno il 60%; azzeramento costi fissi utenze reale; ristoro per i datori di lavoro.