Sesto giorno di fila con oltre mille casi in Campania e ospedali, e relativo personale sanitario, sempre più allo stremo. Nelle ultime 24 ore i posti letto sono stati aumentati di 286 unità (+114 in terapia intensiva, +172 in degenza ordinaria per un totale di 1.327). Ad oggi i posti liberi sono 136 in terapia intensiva (su 227 disponibili) e 56 nel reparto di degenza ordinaria (su 1.100 disponibili).

Nei giorni sorsi l’Unità di Crisi ha annunciato per le Fasi C, D ed E la messa a disposizione di ulteriori posti letto per un totale di 1.651 distribuiti tra gli ospedali gestiti dalle Asl campane e le aziende ospedaliere presenti nelle cinque province. Per la terapia intensiva saranno messi a disposizione 301 posti, per la semintensiva 359, mentre i posti di degenza ordinaria saranno 991. Considerato l’aumento odierno a 1.327 posti letto, all’appello ne mancano altri 324.

Un provvedimento che riguarderà tutte le strutture sanitarie e che prevede la sospensione, fino a nuova disposizione, dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici per raggiungere il numero predisposto. Gli unici ricoveri esclusi da questo provvedimento sono quelli di carattere urgente e quelli relativi a pazienti oncologici ed onco-ematologici.

Vincenzo De Luca ha ricordato che i posti covid “sono disponibili” e “vengono attivati sulla base delle esigenze che si hanno di volta in volta perché il personale è limitato e per garantire i turni nei posti covid bisogna eliminare le prestazioni non essenziali e questo si sta facendo”.

IL COVID RESIDENCE – De Luca, che ha annunciato il coprifuoco a partire dalle 23 di venerdì 23 ottobre e la riapertura delle scuole primarie a partire da lunedì 26 ottobre, ha parlato a margine della visita fatta al Covid Residence dell’Ospedale del Mare, struttura che l’Asl Napoli 1 Centro aprirà domani, mercoledì 21 ottobre alle ore 14, per metterla a disposizione delle persone positive ma asintomatiche, che non possono fare l’isolamento a casa. Saranno subito attive 42 stanze (con bagno annesso, doccia compresa) che possono essere usate da singoli o da due persone se sono congiunti. In totale sono oltre 80 le stanze disponibili (per circa 188 posti) in una struttura di quattro piani.

MANCA IL PERSONALE: ANESTESISTI CERCASI – Le difficoltà di attivare i 72 posti letto nel Covid Center dell’Ospedale del Mare, così come nelle altre strutture modulari presenti a Salerno e Caserta e non ancora avviate, sono nella mancanza di personale sanitario. “Le terapie intensive che abbiamo realizzato non sprecando risorse ma facendo lavoro di prevenzione vanno attivate sulla base di esigenze concrete, perché quando si attivano bisogna organizzare i turni, gli anestesisti non ci sono in tutta Italia, sono professionalità preziose e quindi si attivano in base alla necessità i posti di terapia intensiva nei covid center sono 120 e saranno usati a seconda delle esigenze”.

LA RICHIESTA ALLA PROTEZIONE CIVILE – “Abbiamo chiesto alla Protezione civile 600 medici e 800 infermieri. Ad oggi abbiamo avuto l’assicurazione che invieranno 50 medici e 100 infermieri” ha spiegato De Luca aggiungendo: “Siamo clamorosamente al di sotto delle esigenze minime poste dalla regione Campania”. “Ad oggi – ha precisato – non è arrivato nessuno. Vedremo nei prossimi giorni chi arriva, per il resto faremo miracoli per reperire da altri reparti gli anestesisti che saranno necessari”.

ASL NAPOLI 1: NUOVI POSTI LETTO – Sempre da mercoledì 21 ottobre all’Ospedale del Mare saranno disponibili nuovi posti letto per i pazienti contagiati. Oltre al Covid residence, l’Asl diretta dal manager Ciro Verdoliva ha convertito tutta l’area del day surgery (chirurgia di un giorno) dell’Ospedale del Mare. Ci saranno così 40 posti letto di degenza e otto di terapia sub-intensiva. Verrà così liberato il Covid Center adiacente (dove sono attualmente ricoverati 30 pazienti in reparto ordinario e sei in terapia intensiva). L’ospedale modulare, tanto criticato nel giorno della sua inaugurazione lo scorso aprile da chi denunciava la mancata pandemia, verrà destinato esclusivamente alle terapie intensive. In totale i posti letto disponibili sono 72 ma inizialmente ne saranno utilizzati solo 16 in attesa dell’arrivo del personale. Oltre all’Ospedale del Mare, c’è anche il Loreto Mare, destinato ai soli pazienti covid-19, che al momento garantisce 40 posti letto in degenza ordinaria e 10 in terapia sub-intensiva.

COTUGNO E POLICLINICI – Ai due ospedali gestiti dall’Asl Napoli 1 Centro, si aggiungono poi il Cotugno, centro di riferimento regionale per l’emergenza coronavirus, che ha a disposizione 144 posti letto (16 intensiva, 16 sub-intensiva, 112 degenza, tutti occupati), oltre al Policlinico Federico II che al momento ne mette a disposizione una quarantina (la metà dei quali di terapia intensiva). Sono circa 30 i posti letto al Policlinico della Vanvitelli.

“CHIUDETE TUTTO PER DUE SETTIMANE” – “Il pronto soccorso è pieno – spiega Nicola Maturo, primario del Cotugno, ai microfoni del Tgr –. Esce qualche posto in maniera sporadica ma, tra i pazienti in entrata e quelli in uscita, risulta sempre pieno. Ribadisco le solite raccomandazioni ovvero mantenere la distanza, socializzare poco e altro. Ma a questo punto non è che ci sia molto da fare se non una chiusura totale, non serale”. “Servono almeno due settimane di chiusura totale – continua Maturo – per interrompere questa catena. Forse è l’unico modo per farlo. I posti per gli ammalati si troveranno, gli ospedali possono essere riconvertiti. Il problema fondamentale sta nel cercare di ridurre i nuovi contagi. Conviene anticiparsi con la chiusura. Alla fine si arriverà a questo e passeremo un pessimo Natale”.

CARDARELLI – Critica la situazione nel più grande ospedale del Mezzogiorno dove sono numerosi i casi di positività che vengono riscontrati direttamente al pronto soccorso, dove continuano a recarsi tra le 150 e le 200 persone al giorno. I posti letto disponibili in un’ala dell’ospedale riservata ai pazienti covid sono oltre una trentina ma in questi giorni sono decine anche i positivi temporaneamente “parcheggiati” e isolati nell’area del pronto soccorso.

ALLARME OPERATORI 118 – Nelle ultime settimane, con l’aumento dei contagi, sono diverse le denunce degli operatori del 118 costretti spesso a ospitare i pazienti covid positivi in ambulanza anche per un giorno intero. Lunghe attese fuori agli ospedali in attesa di trovare un posto letto disponibile.  “A Napoli (circa un milione di abitanti) abbiamo solo 17 ambulanze a gestire le emergenze sanitarie della metropoli” denuncia l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”. “In questo particolare periodo storico molte di loro, spesso e volentieri anche medicalizzate, sono ferme ore ed ore fuori ai pronto soccorso con pazienti Covid positivi a bordo in attesa che si liberi anche un solo posto. Come abbiamo letto nella cronache di questi giorni è capitato anche che cinque ambulanze contemporaneamente sono state ferme fuori al Cotugno di Napoli”.

LA PROPOSTA: 118 COVID – Secondo la denuncia dell’associazione, da sempre in prima linea a difesa del lavoro degli operatori del 118, “la vera emergenza sanitaria è questa: non riuscire a soccorrere tempestivamente i pazienti no covid. Un grave incidente stradale, un infarto, un ictus, questo oltre a portare all’aggravarsi delle patologie tempo-dipendenti fino ad arrivare all’exitus, aumenta l’odio dell’utenza nei nostri confronti sfociando in vere e proprie aggressioni”. Da qui la richiesta: “Abbiamo bisogno di ambulanze dedicate al trasporto dei pazienti Covid in ospedale, una sorta di 118 covid”.

PROBLEMA DECENNALE –  Nei giorni scorsi De Luca è tornato sulle criticità croniche di una sanità che, sotto la sua gestione, è uscita dal commissariamento dopo anni. “Facciamo un esempio sui 1261 positivi di oggi (venerdì 16 ottobre, ndr). Gli epidemiologi dicono che sui positivi quelli che chiedono il ricovero sono il 4,3% quindi diciamo che sul numero di oggi dobbiamo trovare 40-50 posti letto. A questo numero va sottratto quello delle persone guarite, quindi 10-12 posti letto e allora dobbiamo trovare tra i 30 e i 35 posti letto in media, significa che in dieci giorni di questo ritmo di contagio servono 300 posti letto, in un mese 900, anche mille. E mettiamo in conto che andando verso l’inverno e verso la stagione influenzale avremo un aggravio di presenze rispetto a marzo-aprile e ricordo che sul numero di terapie intensive siamo tra le ultime Regioni d’Italia per mancanze del governo ma anche della Regione che non aveva un piano sanitario ed era commissariata”.
“Tenete conto che questo lavoro che facciamo in Campania ha alla base una difficoltà in più perché abbiamo 16mila dipendenti in meno, 300 milioni di euro l’anno in meno rispetto alla media nazionale e abbiamo un numero di terapie intensive per ogni 100mila abitanti che è la metà delle altre regioni d’Italia. Anche questi sono dati che nessuno vi dirà mai. Ovviamente anche per responsabilità della Campania, perché siamo stati commissariati in passato (e siamo usciti lo scorso novembre) e perché non c’è mai stato un piano sanitario. Quindi noi in Campania facciamo un miracolo triplo rispetto ad altre realtà”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.