L’Ema, l’agenzia europea del farmaco, ha approvato il Tocilizumab nella lotta al covid-19 perché in grado di ridurre del 13% il rischio di morte nel giro del primo mese. Il farmaco anti-artrite è stato utilizzato, su intuizione nel marzo 2020 dell’oncologo Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto ‘Pascale’ di Napoli, nella lotta alla pandemia così come già riconosciuto dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Adesso arriva il via libera anche dall’Ema. Grande soddisfazione per lo stesso Ascierto: “Questa è logica conseguenza, dopo aver visto i dati relativi ai differenti studi effettuati, che il tocilizumab è in grado di ridurre del 13% il rischio di morte ad un mese. E’ una cosa che ci fa molto piacere, devo dire che in Italia con la legge 648 grazie all’Aifa siamo arrivati prima ed è già disponibile sul mercato. Come detto non è un farmaco che purtroppo riesce a risolvere tutti i casi di polmonite complicata severa da covid-19 ma con la riduzione di morte del 13% è un qualcosina che ci aiuta in questo momento della pandemia”.

“Noi del Pascale, fin dalla notte del 4 marzo del 2020, in cui in una nostra chat interna discutevamo il primo focus su quella idea, insieme a Paolo Ascierto e Franco Buonaguro, abbiamo provato ad offrire il nostro contributo. Quella notte resterà per sempre nella nostra mente e nei nostri cuori”. Così Attilio Bianchi, direttore generale del polo oncologico napoletano, parlava qualche tempo fa dei ‘primordi dello studio sul tocilizumab’, il farmaco anti-artrite che ha incassato oggi il ‘disco verde’ di Ema per il trattamento dei casi di Covid grave.

Una scommessa vinta: dopo la raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, adesso il Comitato per i medicinali a uso umano Chmp dell’ente regolatorio Ue raccomanda di estendere l’indicazione del farmaco (RoActemra, Roche) per includere il trattamento degli adulti con infezione da Sars-CoV-2 che stanno ricevendo un trattamento con corticosteroidi per via sistemica e che richiedono ossigeno supplementare o ventilazione meccanica.

Il medicinale – ricorda l’agenzia – è già approvato nell’Unione europea per la terapia di patologie infiammatorie come artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile sistemica, poliartrite idiopatica giovanile, arterite a cellule giganti e sindrome da rilascio di citochine (Crs).

“Per giungere alle sue conclusioni, il Chmp ha valutato i dati di uno studio principale che ha coinvolto 4.116 adulti ricoverati affetti da Covid-19 grave che necessitavano di ossigeno o ventilazione meccanica extra e presentavano livelli elevati di proteina C-reattiva nel sangue (indicante infiammazione). Lo studio ha mostrato che il trattamento con RoActemra somministrato per infusione in aggiunta al trattamento standard riduce il rischio di morte rispetto al solo trattamento standard”, spiega l’Ema.

Come spiega l’Oms nel suo sito il Tocilizumab e il Sarilumab sono due farmaci che bloccano il recettore dell’interleuchina-6, tocilizumab e sarilumab, due anticorpi monoclonali usati anche per l’artrite reumatoide. I due farmaci sono indicati per i malati in condizioni gravi e vanno presi insieme ai corticosteroidi. Questi anticorpi monoclonali agiscono bloccando l’eccessiva reazione immunitaria che spesso si sviluppa nei malati di Covid. La decisione è arrivata sulla base dell’analisi dei dati di oltre 10.000 pazienti coinvolti in 27 studi clinici, che hanno mostrato una riduzione delle morti del 13 per cento rispetto alle cure standard e del 28 per cento delle probabilità di essere sottoposti a ventilazione meccanica. Ciò significa che si hanno 15 morti in meno ogni 1000 pazienti e 23 pazienti in meno intubati.

“Erano le due di notte e come talora accade stavamo chattando sul nostro gruppo di Whatsapp. Ci chiedevamo cosa potessimo fare per contribuire scientificamente nella lotta contro il Coronavirus. Ed è stato in quel momento che è venuto spontaneo dire che la parte finale dell’infezione Covid-19 è dovuta alla tempesta citochinica, come avviene anche in altre infezioni. Così ad Ascierto è venuto in mente il Tocilizumab che si usa per trattare le complicanze respiratorie che si sviluppano in corso di terapia in alcuni pazienti oncologici”. A raccontare quel momento che sta cambiando le sorti dell’emergenza è Franco Maria Buonaguro, Direttore della Struttura Complessa di Biologia Molecolare e Virologia Oncologica dell’Istituto Pascale.

1+ 1 = 3 – La forza di questa intuizione sta proprio nella multidisciplinarietà di tutto il gruppo del Pascale. “È una chat interna dove ci sono esponenti delle varie branche, dalla radiologia alla chirurgia, e a volte ci stuzzichiamo a vicenda su argomenti che saranno sviluppati il giorno successivo. L’interazione di competenze diverse permette di elaborare idee e concetti difficili da affrontare se uno rimane solo nella sua superspecializzazione”. Il medico virologo cita una storia della tradizione campana: “Già nel 1400 la Campania era famosa perché riusciva a risolvere problemi di matematica, come il triangolo di Tartaglia, perchè si lanciavano delle sfide pubbliche che venivano puntualmente vinte grazie all’interazione di competenze diverse”. Un modus operandi arrivato con successo fino ad oggi e che il Direttore Generale Attilio Bianchi ha fatto proprio definendolo “1+1=3”. “Vuol dire che la messa in comune di peculiarità diverse e complementari tra di loro possono dare dei risultati incredibili, come quello che stiamo ottenendo adesso con il Tocilizumab”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.