Pochi mezzi a disposizione, nell’attesa, spasmodica, dell’entrata in funzione dei nuovi treni comprati anni fa in Spagna, e dipendenti, quelli in prima linea (circa 500, su oltre 2mila, tra macchinisti, agenti di stazione, capistazione, addetti alle funicolari e autisti di autobus), sfiniti e impotenti davanti alle continue aggressioni verbali che subiscono quotidianamente da cittadini sempre più stanchi, scocciati e arrabbiati dei continui disservizi.

L’Anm, l’azienda del trasporto pubblico napoletano gestita dal Comune di Napoli, così come l’Eav, la holding del trasporto pubblico regionale, sta attraversando l’ennesimo, cronico, periodo negativo degli ultimi anni, aggravato dall’emergenza covid-19 che amplifica ancora di più le carenze del servizio. Nella giornata di giovedì primo ottobre ad infiammare la situazione è stata la “malattia di massa” di 11 agenti di stazione della Linea 1 della metropolitana e di tre capiservizio delle Funicolari.

Dipendenti che hanno presentato un regolare certificato medico ma che sono stati attaccati e messi alla gogna da chi, da quasi 10 anni, amministra la città partenopea e, più di una volta, ha profetizzato obiettivi mai conseguiti in tema di trasporto pubblico. Proclami come “Napoli capitale mondiale dell’efficienza del trasporto pubblico nel 2019” o ancora “con  l’arrivo dei nuovi treni della metro saremo secondi solo al Giappone”.

La realtà è però ben diversa. I treni della Linea 1 della metro non sono ancora entrati in funzione. Quelli vecchi sono pochi e spesso finiscono in officina per la manutenzione. Una circostanza che limita, ormai da tempo, la circolazione creando disagi quotidiani. Non va meglio al trasporto su gomma.

IL SINDACO APRE ALLA GOGNA – De Magistris però trova il tempo per mettere alla gogna i dipendenti malati parlando di “attacco criminale”. “Ormai non ci sono più dubbi: da giorni, da settimane è in atto un attacco criminale e premeditato da parte di addetti al servizio Pubblico ANM ai danni dei napoletani e della città in un momento storico di grande sofferenza, di pandemia, e con la Galleria Vittoria chiusa.
Tutto ciò ormai non è più sopportabile – chiosa il sindaco. Se non saranno interrotte queste attività criminali il servizio pubblico non potrà più essere garantito e quindi per colpa di pochi lavoratori la città verrà messa in ginocchio”.

Parole che hanno avuto seguito questa mattina, venerdì 2 ottobre, con de Magistris che ha ribadito il concetto con toni ancora più gravi: “Mi assumo la responsabilità di dire che credo che non si tratti assolutamente di malattia, se qualcuno mi convincerà del contrario chiederò scusa pubblicamente”.

“È in atto un comportamento criminale, e di questo sono persuaso e convinto, ai danni della cittàe dei napoletani – ha dichiarato il sindaco a margine di un evento alla Stazione Marittima per la Naples Shipping Week -. Non mi è mai capitato di vedere nella vita che in mezz’ora, all’alba, arrivano una serie di certificati di malattia e guarda caso tutti di alcuni settori che costringono l’azienda o a ridurre la corsa della linea metropolitana o addirittura a chiudere le funicolari. Io sono un ex magistrato – ricorda de Magistris – se parlo pubblicamente di condotte criminali è perché ho le ragioni per parlarne pubblicamente”.

NESSUN TAMPONE – Un’azienda pubblica che si occupa di trasporto pubblico in questi mesi non ha sottoposto a nessun tampone o test sierologico i suoi dipendenti di prima linea (macchinisti, agenti di stazione, capistazione, addetti alle funicolari e autisti di autobus), quelli che ogni giorno sono a contatto con l’utenza. I casi di positività al coronavirus emersi all’interno dell’Anm sono circa una trentina dall’inizio della pandemia e c’è chi ha anche perso la vita.

SINDACATI CONTRO IL SINDACO –  L’Unione Sindacale di Base ha tuonato: “In un contesto lavorativo dove tanto i mezzi di trasporto, quanto gli ambienti di lavoro si presentano in cattive condizioni igienico sanitarie, realtà confermata dalle ASL locali; non viene valutato il rischio biologico in azienda, confermato dalle ASL locali; aumentano i casi di covid-19 e di lavoratori costretti alla quarantena; aumentano tra i dipendenti le infezioni respiratorie, forse legate all’influenza stagionale. Caro sindaco di Napoli parlare di “attacco criminale” ai danni dei napoletani non le sembra un tantino eccessivo? Il fallimento dei trasporti a Napoli, se proprio vogliamo parlare, è avvenuto durante i 10 anni di amministrazione De Magistris e dove un giorno si e l’altro pure sono state denunciate mala gestione, sacche parassitarie e superminimi ingiustificati. Addossare la colpa ai lavoratori è un atto codardo”.

Dura anche la presa di posizione di Fit-Cisl Campania: “Siamo rammaricati delle dichiarazioni inopportune con cui il sindaco di Napoli ha apostrofato alcuni lavoratori della società Anm. Parlare di attacco criminale, da parte degli addetti aziendali ai danni dei napoletani, è inaccettabile e frutto di analisi superficiale: Anm vive un periodo molto buio, i dipendenti percepiscono le difficoltà e l’incertezza aziendale si ripercuote sui servizi offerti all’utenza. La malattia di 11 operatori, tra Metropolitana e Funicolare, non può essere la causa del blocco dei servizi, ma rappresenta la manifesta incapacità aziendale a trovare soluzioni a problemi che da anni causano gravi disservizi che l’utenza ed i lavoratori subiscono”.

L’organizzazione sindacale ribadisce la necessita’ di “dialogare e trovare le soluzioni possibili che sicuramente possono risollevare l’immagine aziendale compromessa da anni di gestione perlomeno discutibile” e si chiede se il sindaco conosca “la condizione dei reparti aziendali in cui non si e’ avuta un’adeguata sostituzione del personale, con una drastica riduzione negli ultimi anni; conosca l’eta’ media del parco veicoli aziendale (treni e bus) e le condizioni precarie di molti impianti”. Per la Fit Cisl Campania “manca una seria programmazione per gli investimenti e la gestione della atavica carenza di personale: il sindaco verifichi le reali responsabilità senza trovare alibi che infangano la dignità delle migliaia di lavoratori della società che, con passione ed abnegazione, lavorano con strumenti spesso inadatti”.