Il Tribunale speciale per il Libano ha dichiarato colpevole Salim Ayyash, accusato di essere coinvolto nell’attentato suicida che ha ucciso l’ex premier libanese Rafiq Hariri a Beirut il 14 febbraio 2005. Sono stati invece assolti gli altri tre imputati. Tutti e quattro sono membri del gruppo militante di Hezbollah.

Il Tribunale, con sede in Olanda, ha stabilito però che “non ci sono prove” del coinvolgimento di Hezbollah o della Siria nell’assassinio dell’ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005. Il presidente del tribunale, David Re, ha spiegato che nei mesi prima della sua morte, Hariri aveva sostenuto la riduzione dell’influenza della Siria in Libano e di quella di Hezbollah in Siria. Siria ed Hezbollah avrebbero quindi avuto dei “validi motivi” per eliminare Hariri e i suoi alleati politici, ma – ha chiarito Re – non ci sono prove che “la leadership di Hezbollah abbia avuto alcun coinvolgimento nell’omicidio, e non ci sono prove dirette del coinvolgimento siriano”. Il verdetto è stato rinviato di due settimane in segno di rispetto per le persone morte nelle esplosioni che hanno colpito Beirut il 4 agosto. L’aula ha osservato un minuto di silenzio per le vittime e i loro familiari.

L’ex premier libanese Saad Hariri ha affermato che la famiglia accetta i verdetti emessi dal Tribunale speciale per il Libano sull’uccisione di suo padre avvenuta 15 anni fa. “Il Tribunale ha deciso, ora la famiglia attende l’attuazione della giustizia”, ha detto Hariri ai giornalisti presenti a Leidschendam, nei Paesi Bassi. Il tribunale ha condannato un membro del gruppo militante di Hezbollah e ha assolto altri tre dal coinvolgimento nell’assassinio del 2005 dell’ex primo ministro libanese Rafiq Hariri.