Le piogge torrenziali del weekend hanno provocato enormi danni a cose e persone in Indonesia. Le dighe del paese non hanno retto la quantità di acqua caduta che ha sommerso migliaia di abitazioni dall’isola di Flores nell’Indonesia orientale fino a Timor-Leste. Le persone che hanno perso la vita solo almeno 157 e molte ancora sono date per disperse e i soccorritori locali tra cui anche scavatori stanno ripulendo le montagne dai detriti lasciati dalla scia del ciclone tropicale. A causa delle interruzioni di corrente, strade bloccate e posizioni non precise delle aree colpite gli sforzi di salvataggio stanno andando a rilento.

Il fango e le condizioni meteorologiche estreme sono diventate una sfida seria e l’accumulo di detriti ha ostacolato la squadra di ricerca e soccorso“, ha dichiarato ai giornalisti locali Raditya Jati, portavoce dell’agenzia indonesiana per la mitigazione dei disastri. “Sospettiamo che molte persone siano sepolte, ma non è chiaro quante siano scomparse –  ha aggiunto il suo collega Alfons Hada Bethan, capo dell’agenzia per i disastri di East FloresGli sfollati sono sparsi. Ce ne sono centinaia in ogni sotto distretto ma molti altri stanno a casa. Hanno bisogno di medicine, cibo, coperte“. Il corpo di una donna è stato recuperato in riva al mare sull’isola di Lembata. Il corpo, ormai privo di vita è caduto giù da una montagna e sua figlia, Juna Witak ha detto che “si è sentito un boato e le inondazioni hanno spazzato via le case“.  Il presidente indonesiano Joko Widodo ha ordinato dei soccorsi rapidi ed efficaci dove possibile e oltre alle condoglianze ha anche invitato i cittadini a seguire tutto il piano di sicurezza studiato e messo in atto proprio durante i periodi meteorologici estremi.

L’Indonesia è un paese noto per un clima a temperature calde durante tutto l’anno. Infatti il paese divide le sue stagioni a secondo del tipo di precipitazioni. Tra dicembre e marzo c’è il monsone di nord-est mentre tra giugno e settembre il monsone di sud-ovest. Inoltre il paese è famoso per le frane e inondazioni improvvise soprattutto durante la stagione delle piogge e inoltre la sua posizione geografica la rende vulnerabile anche a terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami. Nel gennaio di quest’anno, 40 persone sono morte quando le inondazioni improvvise hanno colpito la città di Sumedang a Java. E lo scorso settembre, almeno 11 persone hanno perso la vita a causa delle frane nel Borneo, mentre pochi mesi prima decine sono morte nelle Sulawesi.

Secondo l’agenzia per i disastri del paese quasi la metà della popolazione vive in aree a rischio di smottamenti. A causare queste continue tragedie climatiche è anche il cambiamento climatico che secondo Gordon Peake, esperto di governance e risoluzione postbellica nell’Asia-Pacifico, “renderà l’Indonesia la seconda capitale asiatica a doversi spostare a causa del cambiamento climatico, dopo Giacarta. Il cambiamento climatico renderà anche il governo di questa nazione esponenzialmente più difficile” e come ha sottolineato Raditya Jati si potranno ancora vedere condizioni meteorologiche estreme dal ciclone per i prossimi giorni“. Le piogge torrenziali hanno provocato inondazioni e smottamenti che hanno trasformato piccole comunità in terre desolate di fango, sradicato alberi e costretto più di 10mila di persone a rifugiarsi.