“Prima i fuochi d’artificio, poi la brusca frenata e l’impatto contro un altro mezzo, infine numerosi spari seguiti dalle urla di una donna”. Domenica sera di paura quella vissuta dagli abitanti del rione Conocal di Ponticelli, periferia est di Napoli. Non è ancora ben chiaro quello che è accaduto intorno alle 22.30 in via Al Chiaro di Luna ma, stando a diverse testimonianze raccolte dal Riformista, si è trattato di una stesa intimidatoria al termine di un inseguimento che avrebbe coinvolto anche una donna.

Numerose infatti le segnalazioni di colpi d’arma da fuoco arrivate alla Sala Operativa della Questura di Napoli. Sul luogo indicato dai residenti, i poliziotti hanno trovato un solo bossolo calibro 45, non riscontrando né fori su auto e palazzi né tracce ematiche. Ad indagare sull’accaduto è la Squadra Mobile diretta dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini.

Secondo alcune testimonianze raccolte dal Riformista, si sarebbe trattato di una vera e propria stesa intimidatoria con numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi verso l’alto. Coinvolti un’auto e uno scooter sui quali la polizia ha effettuato accertamenti perché trovati in prossimità dell’unico bossolo sequestrato. A destabilizzare i residenti di via Al Chiaro di Luna le urla di una donna che si trovava in strada quando è avvenuto il raid armato.

Non è chiaro se fosse o meno coinvolta nell’inseguimento che ha visto protagonista almeno tre persone. Restano però le sue urla durante e dopo gli spari e le parole di disperazione: “Lasciatemi stare, fatemi stare tranquilla”.

LA SITUAZIONE MALAVITOSA- Dopo i Frauella (D’Amico, operativi nel Rione Conocal) e i Bodo (De Micco), organizzazioni criminali disarticolate dalle forze dell’ordine, a Ponticelli da circa un anno c’è un nuovo clan che si fa chiamare “XX”, una sigla riconducibile alla famiglia di Antonio De Martino, 31enne è in carcere dal 28 novembre 2017 dopo il blitz della Squadra Mobile di Napoli che smantellò il clan De Micco.

Con l’omicidio di Salvatore Solla e il coinvolgimento (in attesa dei processi) in quello di Annunziata D’Amico, la ‘Passilona’ del rione Conocal (uccisa il 10 ottobre 2015), Antonio Di Martino è riuscito ad acquisire quella legittimità criminale sul territorio che oggi ha portato nelle fila dell’organizzazione numerosi giovani assoldati ‘grazie’ al degrado e all’assenza dello Stato in una delle periferie più abbandonate della città di Napoli. I Di Martino possono contare su un terzo fratello, dopo Giuseppe e Antonio, attualmente in circolazione.

21 LUGLIO: DUPLICE AGGUATO – La scorsa settimana, in via delle Ville Romane, nei pressi della sede del Giudice di Pace e a pochi passi dal Lotto Zero, si è consumato in pieno giorno un duplice agguato di camorra. Nel mirino del commando armato due uomini: Marco Cozzolino, 30enne residente a Napoli, e Andrea Attanasio, 35enne residente a San Giorgio a Cremano. Il primo ha riportato la frattura della tibia; il secondo è stato raggiunto da un proiettile che è entrato dall’addome e fuoriuscito dalla schiena non lesionando organi vitali. Entrambi sono ricoverati in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. I killer hanno provato a uccidere Attanasio senza però centrare il bersaglio. Quest’ultimo è un volto noto della criminalità organizzata napoletana: è ritenuto dagli investigatori organico al clan Troia, operante proprio a San Giorgio a Cremano, e vicino alla potente cosca dei Mazzarella.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.