La prima casa romana di Pier Paolo Pasolini andrà all’asta. L’appartamento, in cui lo scrittore, poeta e regista visse per qualche tempo nei primi anni Cinquanta, si trova in via Giovanni Tagliere 3, a Rebibbia. Dopo anni di abbandono, verrà quindi messo in vendita. Ma i residenti non ci stanno e sono già in rivolta per salvare questa preziosa testimonianza storica e culturale del quartiere e portare avanti il progetto di un “museo diffuso”.

“Venga riconosciuto il suo valore storico”

L’asta giudiziaria si terrà il prossimo 17 dicembre: si parte da un prezzo di 122.850 euro. L’appartamento, al primo piano di una palazzina, sarebbe dovuto diventare una ‘Casa della Poesia‘ otto anni fa. Progetto del Comune annunciato ma mai decollato. “Dopo anni di incuria e abbandono, la prima casa romana di Pasolini a Rebibbia è stata di recente messa all’asta. Nell’abitazione, che già è di proprietà privata, il Comune aveva annunciato di voler aprire una Casa internazionale della Poesia nel 2013” si legge nell’appello lanciato su Facebook dal Centro Popolare San Basilio. “Purtroppo, però, come spesso avviene quando si tratta di investire in periferia,  il progetto poi non si è concretizzato e l’immobile è rimasto in stato di totale abbandono.”

Vendere l’immobile significherebbe mortificare  il suo grande valore storico e culturale. “Infatti, è proprio qui sulla Tiburtina che Pasolini è entrato in contatto col mondo popolare delle borgate romane, qui ha trovato i personaggi di ‘Ragazzi di vita’ e una ‘Vita violenta’. Insomma, anche se Pier Paolo Pasolini non ha vissuto molti anni qui, questo è stato un luogo cruciale per la sua formazione culturale e intellettuale” si legge sula nota. Per questo motivo gli abitanti e le associazioni, che operano mediante progetti di riscatto e partecipazione nei quartieri della Tiburtina, chiedono “che venga riconosciuto il valore storico della casa di Pasolini, che si fermi l’asta e che si apra un dialogo con noi per costruire un museo diffuso su Pasolini nel IV Municipio” .

Le adesioni

L’appello per salvare la casa di Pier Paolo Pasolini ha già trovato il sostegno di numerose realtà del territorio come V Zona, Casa del Popolo Casal Bruciato, il Circolo Arci Concetto Marchesi e la Comunità educante de’ Pazzi, oltre al Comitato popolare Casal Bruciato, Comitato di quartiere Casal Bertone e Teatro popolare San Basilio.

Un luogo che deve essere preservato e restituito a chi da sempre  ne è orgoglioso. “È fondamentale riappropriarci dell’eredità intellettuale di Pasolini per creare un luogo di cultura e poesia in suo nome, e raccontare la storia sua tutta, non solo gli aspetti più personali, contestualizzarla e restituirla con questo museo alla comunità che ne è stata partecipe.”

I residenti ne sono convinti: quale miglior occasione se non il centenario della nascita del poeta che si celebra nel 2022? “Potrebbe essere un’ottima opportunità per avviare tale progetto sociale e culturale, e crediamo sia fondamentale la partecipazione di noi abitanti attivi nei quartieri popolari.” 

La proposta del Municipio

“La casa di Pasolini al momento non rientra nelle disponibilità del Comune ma è di un privato che l’ha messa all’asta – ha spiegato all’Ansa Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio -. Questa notizia ha colto di sorpresa anche noi, che non conoscevamo la situazione e che proprio al centenario della nascita di Pasolini nel 2022 vorremmo dedicare un anno intero di celebrazioni diffuse sul territorio. Questa mattina mi sono recato sotto l’abitazione per parlare con i cittadini della zona che non vogliono perdere un bene culturalmente rilevante”.

“Ho sollecitato tutte le istituzioni a trovare una soluzione- ha sottolineato poi Umberti.- La mia proposta è che venga acquisita al patrimonio della Regione o del Comune, sul modello Lucha Y Siesta, per realizzarne uno spazio culturale e polifunzionale, dedicato alla poesia e alla figura di Pasolini.”

 

Mariangela Celiberti