Secondo una notizia data in esclusiva dal Wall Street Journal la Cina starebbe accelerando l’espansione del suo arsenale nucleare dopo aver rivisto la sua valutazione sulla presunta minaccia posta dagli Stati Uniti. Il quotidiano americano cita “fonti a conoscenza della strategia di Pechino”. La strategia sarebbe stata addirittura precedente all’inizio della guerra in Ucraina, giunta ormai al 45esimo giorno. Pechino avrebbe deciso di dare maggiore enfasi allo sviluppo di armi atomiche come deterrente.

Il WSJ scrive che la Cina avrebbe accelerato la costruzione di un centinaio di silos missilistici nelle sue Regioni Occidentali. La posizione è strategica: da quelle parti i missili potrebbero raggiungere gli USA. La decisione della Cina sarebbe scaturita anche dall’arsenale atomico considerato ormai datato e inadatto a rappresentare un deterrente efficace in comparazione con quello di Washington. Pechino sarebbe in possesso di almeno 35o testate; terza potenza nucleare molto distaccata dalle 4.500 russe e dalle 5.500 americane. Secondo altre indiscrezioni Mosca sarebbe però in possesso dell’arsenale più vasto, mai chiarito nella sua grandezza effettiva e operativa.

Il punto che resta sempre all’ordine del giorno ma mai in prima pagina è la questione di Taiwan: secondo la Cina gli Stati Uniti eviterebbero un coinvolgimento diretto qualora dovessero trovarsi di fronte a una potenza in grado di affrontarla in termini di arsenale nucleare. Il duello a distanza, secondo il Financial Times, era già stato raccontato nei giorni scorsi con lo sforzo degli USA di sviluppare missili ipersonici dopo che la Cina aveva mostrato i suoi test estremamente avanzati sui vettori. Che tra l’altro possono trasportare testate atomiche.

Sulla guerra in Ucraina, ieri l’incontro tra l’ambasciatore cinese in Russia Zhanh Hanhui e l’omologo italiano Giorgio Starace. Il diplomatico ha avvertito: “State attenti. Se volete una Russia pericolosa, sappiate che può esserlo molto“. Il riferimento è al rifornimento di armi da parte dell’Europa alla resistenza ucraina che potrebbe portare a un’ulteriore escalation militare. Pechino accusa la Nato, e il suo allargamento a est, dell’esplosione delle tensioni. “Pretendiamo rispetto. Abbiamo la seconda economia mondiale e un esercito sempre più forte. In soli quattro anni siamo in grado di costruire una flotta grande quanto quella britannica. Non continueremo ad accettare soprusi dall’esterno“, le parole dell’ambasciatore cinese riportate dal Corriere della Sera che delineerebbero un nuovo ordine mondiale con il blocco occidentale e quello Pechino-Mosca accompagnate da Brasile, India e Sud Africa.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.