“Adesso è il tempo di ripartire, di ricominciare, di una nuova normalità”. È quello che recita uno spot della Regione Lombardia, pubblicato mercoledì scorso, per la cosiddetta fase 2. Un video motivazionale, con musica e panorami mozzafiato, che vuole lanciare un messaggio: “La Lombardia è pronta”. A ripartire, a ricominciare, a rimettersi al lavoro.

Una scena già vista: ai primi segni dell’epidemia da coronavirus il comune di Milano lanciò un’iniziativa simile con un video e l’hashtag #milanononsiferma. La politica provò da più parti a lanciare messaggi rassicuranti sulla pandemia. La Lombardia però è diventata la Regione più colpita dal coronavirus in Italia. Con il primo contagiato a Codogno, gli ospedali diventati focolaio a causa della mancanza di dpi e dell’inaspettata portata della malattia. E poi le zone rosse, le scene dei mezzi militari che trasportano fuori Regione le salme dei morti per Covid di Bergamo, le indagini in corso per appurare le dinamiche che hanno causato tanti decessi nelle Residenze Socio Assistenziali.

Perciò molti utenti hanno criticato lo spot della Regione. In molti hanno commentato il video esprimendo le proprie perplessità: sia per l’iniziativa social che per la riapertura, secondo molti prematura. “Ma la Lombardia è pronta dove?”, scrive Marika; “Oltre il video stupendo c’è il virus ancora attivo. Io non mi muovo. Se non per necessità urgenti”, continua Simona; “personalmente non metterò piede fuori casa se non per le necessità non derogabili. Ci tengo sia alla mia salute che a quella dei miei cari quindi, prima viene la salute e poi l’economia. Chi vuole fare il gioco al massacro, lo faccia insieme a chi ci sta”, aggiunge Paolo. E soprattutto c’è chi, come Barbara, reclama la necessità di condurre più tamponi sulla popolazione per testare l’effettiva dimensione del virus: “Basta propaganda. Vogliamo essere visitati, vogliamo tamponi”.

La Regione Lombardia ha insistito, anche insieme ad altre, specialmente del centrodestra, sul governo per la riapertura del 4 maggio. Il presidente Attilio Fontana aveva annunciato un piano in 4 D: “distanza, dispositivi, digitalizzazione, diagnosi”. Ma molti cittadini non sembrano convinti. Al bollettino del primo maggio, la Lombardia conta 76.469 contagiati, 737 in più nelle ultime 24 ore, e 13.860 decessi, 88 in più rispetto a ieri.

La pressione sul sistema sanitario va però affievolendosi: meno 42 pazienti in terapia intensiva, 563 totali; negli altri reparti Covid ci sono 206 malati in meno, 6.628 pazienti totali. Aumenta intanto il numero dei tamponi effettuati: 13.701, per un totale di 376.943. I dimessi sono in tutto 52.035, 869 nelle ultime 24 ore.