“Tantissimi cittadini ci chiedono di organizzarci, non solo in Rete, per farci vedere e sentire. Sicuri, con le mascherine, a distanza, pacifici e determinati, noi siamo pronti. Oltre al virus, fame e mancanza di libertà? Non lo possiamo permettere. Prima di tutto, l’Italia e gli Italiani. Se ci sarà bisogno di uscire di casa per riprenderci la nostra libertà lo faremo”. Così annuncia in una diretta Facebook il leader della Lega Matteo Salvini subito dopo la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte. Il Presidente del Consiglio, infatti, in serata ha illustrato i provvedimenti per la ripartenza del Paese nella Fase 2, che avrà inizio dal 4 maggio. Il leader del carroccio, però, sembra contrariato in molti punti facendo così scattare la sua reazione sui social. “Abbiamo ascoltato, abbiamo collaborato, abbiamo suggerito, abbiamo criticato educatamente, ora basta, dopo 47 giorni di reclusione, possiamo dire, a nome di milioni di italiani, basta. Fateci uscire, fateci guadagnare, fateci lavorare, fateci tornare a fare una vita”.

Matteo Salvini continua la sua diretta attaccando Conte sul fronte delle autocertificazioni: “Abbiamo capito che ancora questa settimana occorrono le autocertificazioni e ancora per tutta l’altra settimana, basta, non se ne può più, ci costringono ad andare in giro ancora con la 24ore, con le autocertificazioni. Il governo si deve fidare degli italiani, vorrei tornare a guadagnare, tornare a lavorare, tornare a sperare, stasera ci aspettavamo di più e di meglio onestamente”, chiede l’ex ministro. In mezza Europa, intorno a noi riaprono. In Italia invece chiusi, chiusi, chiusi. C’è qualcosa che non torna, non sono un complottista, ma c’è qualcosa che non mi torna. Forse qualcuno sta sentendo altri e non il popolo italiano. Noi abbiamo voglia di tornare a uscire, incontrare, lavorare, guadagnare, che non è un brutta parola”. L’idea del segretario del Carroccio sarebbe dunque quella prima di presentare il prossimo 1 maggio un piano alternativo della Lega per la Fase 2, per poi manifestare in piazza se sarà necessario “perché non ci ascoltano o non vi ascoltano ci faremo anche vedere e sentire, compostamente, fuori dai social”.

Per concludere, Salvini dona il suo pieno appoggio alle richieste della Cei di riaprire le chiese. “I vescovi sono usciti reclamando libertà di culto, assolutamente condivisibile”. E aggiunge: “In Italia ci sono 8 mila oratori, quelli che possono garantire distanze, sicurezza, mascherine, possono riaprire le porte a bimbi e bimbe, aiutando i genitori che devono lavorare con le scuole chiuse? Riaprire centri estivi, campi scout, parrocchie e oratori, che non vedono l’ora di dare una mano agli italiani in difficoltà”, chiosa il leader leghista.