Guido Bertolaso, il consulente della Regione Lombardia, ha detto di aver paura di un’Italia che ormai va in direzione di una Zona Rossa su tutto il territorio nazionale. Per cominciare, da domani, la Lombardia passerà all’Arancione Scuro: particolarmente preoccupante la situazione a Brescia, dove ieri si è registrato il record di 1.325 nuovi positivi in un giorno. E preoccupano le varianti. Secondo una “flash survey” dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute, elaborata con i laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, al 18 febbraio scorso, il 54% delle infezioni Covid-19 è dovuto alla variante inglese del virus SarsCov2, il 4,3% a quella brasiliana e lo 0,4% a quella sudafricana.

Il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali e primario di Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma, in onda su Nsl Radio, ha detto che “per la variante inglese siamo arrivati al 60% di presenza fra tutti gli isolati in Italia”. Al vaglio degli scienziati la misteriosa variante di Viggiù.

A sottolineare il problema delle varianti stato anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “C’è un aumento rapidissimo della variante inglese che colpisce anche i nostri ragazzi, dobbiamo metterli in sicurezza”. Stessa preoccupazione per quello che riguarda le scuole è stata espressa dal Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza Stati Regioni, Stefano Bonaccini: “Il contagio è partito molto più veloce di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta in 10-15 giorni, non trova un’accelerazione nella risposta rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d’Italia”. Le varianti preoccupano, perché non si conoscono a fondo, e mentre continuano gli studi sui vaccini, si sono ormai diffuse da Nord a Sud, e incidono fortemente sui nuovi contagi: il bollettino di ieri ha fatto segnare 20.884 nuovi positivi, un tasso del 5,8% e 347 vittime.

NORD – In Valle d’Aosta partirà a breve uno screening nelle scuole superiore, focalizzato sulle varianti. Saranno circa 5.000 gli studenti tra i 14 e 19 anni a essere testati. In Piemonte sono osservati speciali il torinese, il cuneese, il vercellese e la provincia Verbano-Cusio-Ossola: circa la metà dei casi nella Regione sono da variante inglese, secondo il governatore Alberto Cirio. Tutte le seconde e terze medie e le superiori da lunedì 8 marzo saranno infatti in Dad al 100% per 15 giorni. In Liguria a circolare maggiormente, secondo il Policlinico San Martino di Genova, sono la variante inglese e quella sudafricana: la prima al 30% nello spezzino e al 60% nel genovese, a Ponente al 50%. L’incidenza della stessa variante è introno al 18-20% in Trentino, in Alto Adige sono morti due pazienti colpiti dalla variante africana mentre sono stati isolati diversi Comuni nella Zona di Merano per contenere il contagio.

La Lombardia, la Regione più colpita e dove il coronavirus è esploso, è alle prese con la variante nigeriana a Brescia mentre il varesotto è colpito in particolare dall’inglese. Preoccupazione espressa anche dal Presidente del Veneto Luca Zaia che non esclude un passaggio alla Zona Arancione. In Emilia Romagna si è intervenuti con la Zona Rossa nella provincia di Bologna e in quella di Modena: l’incidenza della variante inglese ha acquisito anche qui sempre più forza.

CENTRO – Il Centro Italia è ormai da un mese circa nell’incubo delle varianti. Dopo l’aumento esponenziale nelle scorse settimane della variante inglese, in Toscana avanza in questi giorni quella brasiliana. Per il governatore Eugenio Giani bisogna ristudiare l’organizzazione nelle scuole “perché evidentemente il Cts ritiene che le varianti del covid-19 passano molto attraverso i bambini e quindi si insiste sulle chiusure delle scuole”. L’Azienda Sanitaria unica Regionale delle Marche ha stimato al 50% la presenza della variante inglese in provincia di Ancona, soprattutto nelle fasce più giovani dai 6 ai 10 anni. Colpite in particolare le città di Castelfidardo, Osimo e Ancona. In Umbria, chiusa o quasi per intero da circa un mese, circolano le varianti inglese e brasiliana. Nella provincia di Terni, meno colpita rispetto al perugino, prevale ancora il ceppo della scorsa primavera. Restano prevalenti nel Lazio la variante inglese e quella iberica, una decina i casi di quella brasiliana.

SUD – Al reparto di Oncologia medica dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, in Puglia, un focolaio propagatosi a velocità insolitamente alta ha fatto sospettare una diffusione della variante inglese. A Napoli, nella Campania Zona Arancione, il mese scorso è stata isolata la variante nigeriana. La diffusione di quella inglese nella Regione ha portato il governatore Vincenzo De Luca a chiudere le scuole da lunedì 1 marzo. In Basilicata da lunedì scorso Zona Rossa, prevalentemente per via dell’indice di contagio Rt molto alto, la variante inglese circola da tre mesi almeno. In Sicilia, nei giorni scorsi, su un marittimo 32enne di Mazara del Vallo, è stato accertato il primo caso di variante sudafricana.

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