“Tutta Italia, tranne la Sardegna, si stia avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa”. È il monito di Guido Bertolaso, consulente del governatore Attilio Fontana per il piano vaccinale. “La Lombardia, per quello che ha passato nei mesi scorsi – ha proseguito l’ex capo della Protezione civile – è più vulnerabile rispetto ad altre regioni, ma non mi preoccupa più delle altre. È fuori discussione che bisogna vaccinare. Si può fare molto di più rispetto a quello che già stiamo facendo rispetto a questa situazione”.

Bertolaso ha parlato anche del malfunzionamento del sistema di convocazione degli over 80: “Ci sono anziani che invece di essere mandati a vaccinarsi vicino casa sono stati mandati a 30-40 chilometri di distanza. E magari sono passati davanti a un centro vaccinale e sono dovuti andare oltre”. E sul piano vaccinale europeo: “Bisogna andare a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo, bisogna imporsi, vedere quanti vaccini hanno dato alle altre nazioni. Ci vuole anche un po’ di aggressività positiva”.

Anche nel vicino Piemonte la situazione è critica. Per il presidente della Regione Alberto Cirio “nonostante non si siano ancora accese e spie dell’allarme, abbiamo però una situazione che ci dice che, quotidianamente, le cose stanno peggiorando”. Il dato sui contagi “sta salendo”, anche se i ricoveri in terapia intensiva e in terapia ordinaria sono “sotto soglia”, tra il 30 e il 40 per cento.

A Sky Tg 24 Cirio ha aggiunto di voler continuare a “intervenire chirurgicamente” istituendo zone rosse mirate dove la risalita dei contagi lo renda necessario. Sul destino della sua regione si è detto fiducioso del fatto che rimanga in zona arancione”, anche se i numeri del pre-report arriveranno in serata. Per quanto riguarda le scuole Cirio ha annunciato chiusure diversificate nelle diverse province.

Decisioni “difficili e sofferte”, come affermato anche dal presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. “Le istituzioni hanno il compito di dire la verità – ha dichiarato – e prendere provvedimenti per evitare decisioni peggiori. Dobbiamo agire adesso contro un pericolo che ha alzato la testa con cattiveria diversa”.

Per il governatore dell’Emilia Romagna è dunque “inutile illudere la gente”. “Sarebbe poco responsabile da parte mia – dice – poter indicare ai cittadini una data di uscita”. Il pericolo nella regione “resta alto”, ma Bonaccini confida che le restrizioni, insieme alle vaccinazioni, “piegheranno la curva” e “ci faranno riaprire per non chiudere più”. Bologna e Modena entreranno in zona rossa da domani: Per i comuni delle due aree metropolitane le restrizioni resteranno attive fino al 21 marzo, mentre Reggio Emilia passerà in arancione “rafforzato”.

In Sardegna, intanto, previsti tamponi a chiunque voglia entrare nella regione. Lo ha annunciato il governatore Christian Solinas a “Un Giorno da pecora” su Rai Radio Uno. “Da lunedì – ha concluso – a chi sbarca chiediamo qualche minuto del suo tempo per sottoporsi a un test rapido: se il risultato è di negatività si accede tranquillamente, in caso di positività scattano i protocolli previsti”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.