Sono due le nuove missioni che l’agenzia spaziale americana NASA sta organizzando sul pianeta Venere, uno dei più vicini alla Terra. Sono stati assegnati oltre un miliardo di dollari per le due missioni e i lanci sono previsti dal 2028 al 2030.

Le missioni fanno parte del Discovery Program della NASA e hanno come obiettivo principale quello di capire come il pianeta Venere sia diventato “un mondo infernale” avendo delle caratteristiche molto simili alla Terra. “È sorprendente quanto poco sappiamo di Venere, ma i risultati combinati di queste missioni ci parleranno del pianeta dalle nuvole nel suo cielo attraverso i vulcani sulla sua superficie fino al suo nucleo“, ha detto Tom Wagner, Scienziato del Programma Discovery della NASA. “Sarà come se avessimo riscoperto il pianeta”.

Le missioni sono DAVINCI+ e VERITAS. La prima è l’acronimo di Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging e ha il compito di misurare la composizione dell’atmosfera del pianeta per capire il modo nel quale Venere si formato e come si è evoluto nel tempo. Inoltre, gli scienziati hanno anche l’obiettivo di capire se su Venere è mai esistito un oceano. DAVINCI+ che si lancerà attraverso la spessa atmosfera del pianeta, effettuando misurazioni precise di gas nobili e altri elementi fino al suo atterraggio. I dati acquisiti serviranno a capire perché l’atmosfera di Venere è una serra in fuga rispetto a quella della Terra. Inoltre, DAVINCI+ restituirà le prime immagini ad alta risoluzione delle caratteristiche geologiche uniche di Venere note come “tessere“, che potrebbero essere paragonabili ai continenti della Terra. I risultati che si otterranno potrebbero anche cambiare la teoria della formazione dei pianeti. DAVINCI+ ospiterà il Compact Ultraviolet to Visible Imaging Spectrometer (CUVIS) costruito da Goddard Space Flight Center. CUVIS effettuerà misurazioni ad alta risoluzione della luce ultravioletta utilizzando un nuovo strumento basato sull’ottica a forma libera. Si capirà cosi il processo di assorbimento di Venere dell’energia solare in arrivo. Il pianeta assorbe più della metà dell’energia.

VERITAS è l’acronimo di Venus Emissivity, Radio Science, InSAR, Topography, and Spectroscopy e avrà il compito di mappare la superfice del pianeta per determinare la storia geologica e capire la motivazione per la quale si è sviluppato in modo cosi diverso dalla Terra. VERITAS viaggerà in orbita attorno a Venere con un radar ad apertura sintetica, e traccerà le elevazioni della superficie su quasi l’intero pianeta per creare ricostruzioni 3D della topografia e confermare se processi come la tettonica a placche e il vulcanismo sono ancora attivi.

VERITAS mapperà anche le emissioni infrarosse dalla superficie di Venere. Quest’ultima mappatura servirà a capire il tipo di roccia che è in gran parte sconosciuto e determinerà se i vulcani attivi stanno rilasciando vapore acqueo nell’atmosfera. Come DAVINCI+ anche VERITAS ospiterà strumenti ad alta tecnologia. Infatti, ci sarà il Deep Space Atomic Clock-2 , costruito da JPL e finanziato dalla Space Technology Mission Directorate della NASA. Il segnale di clock ultra-preciso di ultima generazione aiuterà in definitiva a consentire manovre autonome di veicoli spaziali e a migliorare le osservazioni radio scientifiche.

Stiamo accelerando il nostro programma di scienze planetarie con un’intensa esplorazione di un mondo che la NASA non ha visitato da oltre 30 anni“, ha affermato Thomas Zurbuchen, amministratore associato della NASA per la scienza. “Utilizzando tecnologie all’avanguardia che la NASA ha sviluppato e perfezionato in molti anni di missioni e programmi tecnologici, stiamo inaugurando un nuovo decennio di Venere per capire come un pianeta simile alla Terra può diventare una serra. I nostri obiettivi sono profondi. Non si tratta solo di comprendere l’evoluzione dei pianeti e dell’abitabilità nel nostro sistema solare, ma di estendersi oltre questi confini agli esopianeti, un’area di ricerca eccitante ed emergente per la NASA”.

L’amministratore della NASA Bill Nelson nell’annunciare le due missioni ha detto: “Queste due missioni sorelle mirano entrambe a capire come Venere sia diventata un mondo simile a un inferno in grado di sciogliere il piombo in superficie. Offriranno all’intera comunità scientifica la possibilità di indagare su un pianeta su cui non andiamo da più di 30 anni“. In conclusione ha aggiunto: “Speriamo che queste missioni possano favorire la nostra comprensione di come la Terra si è evoluta e del motivo per cui è attualmente abitabile quando altri nel nostro sistema solare non lo sono“.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia