Un nuovo pezzo di libertà che se ne va. Nella Russia di Vladimir Putin, dove la possibilità di scrivere o manifestare liberamente contro il regime del nuovo Zar e contro la brutale guerra in Ucraina è ormai pari a zero, il Cremlino sceglie di dare una ulteriore sferzata a una delle ultime voci libere rimaste nel panorama giornalistico russo.

Il tribunale Basmanny di Mosca ha accolto la richiesta presentata lo scorso 26 luglio dalla Roskomnadzor, l’ente regolatore dei media russi, ed ha revocato la registrazione del quotidiano indipendente Novaya Gazeta, il cui direttore dal 1995 è il premio Nobel per la Pace Dmitri Muratov.

Il tribunale ha soddisfatto la richiesta amministrativa di Roskomnadzor di revocare il certificato di registrazione dalla casa editrice CJSC Novaya Gazeta“, ha affermato un rappresentante del tribunale citato dall’agenzia Tass.

Lo scorso 28 marzo il quotidiano era già stato costretto a sospendere le pubblicazioni dopo aver ricevuto un secondo avvertimento da parte della Roskomnadzor. Il primo era arrivato pochi giorni prima, il 22 marzo, perché la testa non avrebbe segnalato con il bollino “agente straniero” uno dei suoi articoli che l’ente regolatore aveva chiesto di modificare.

Come forma di autotutela la Novaya Gazeta aveva quindi aperta una edizione europea online, già entrata nella ‘black list’ delle pagine web bloccate dalla Roskomnadzor su richiesta della procura russa.

Una scelta, quella del tribunale Basmanny, che per il caporedattore del quotidiano Dmitri Muratov “è nulla, una decisione politica senza la minima base giuridica”. Il premio Nobel ha quindi promesso che la sentenza verrà impugnata in sede di appello.

Il 6 settembre, il Tribunale di Basmanny prenderà in considerazione un’altra causa da parte di Roskomnadzor, per invalidare la licenza della pubblicazione “New Story-Gazeta”, rivista che i dipendenti di Novaya hanno lanciato a luglio.

La sentenza contro Novaja Gazeta è l’ennesimo colpo all’indipendenza dei media russi“, ha affermato oggi a Ginevra la portavoce dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Ravina Shamdasani. “Siamo profondamente preoccupati per la decisione del tribunale di Mosca di revocare la licenza di Novaya Gazeta, un rispettato quotidiano nazionale il cui caporedattore ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2021. La corte ha ritenuto che il giornale avesse ripetutamente omesso di rispettare i requisiti della legislazione sugli agenti stranieri“, ha affermato la portavoce in un commento reso noto a Ginevra.

La sentenza “è l’ennesimo colpo all’indipendenza dei media russi, le cui attività sono state ulteriormente compromesse dalle restrizioni legali e dall’aumento dei controlli statali imposti a seguito dell’attacco della Federazione Russa all’Ucraina“, ha aggiunt

Redazione