Dopo un lungo botta e risposta durato diversi giorni alla fine il Tar ha riaperto le scuole, revocando l’ordinanza di Vincenzo De Luca che invece stabiliva la chiusura di asili, elementari e medie in tutta la Campania. Dunque dopo un giorno di stop e caos totale in cui sono piombate le famiglie, si torna a scuola. Le superiori invece non sono mai state chiuse ma sin dal ieri sono iniziate le proteste contro “l’immobilismo delle istituzioni in questi due anni che non hanno investito nella scuola e considerano come alternativa solo la Didattica a distanza per offrirci sicurezza”. E ancora oggi in tanti hanno disertato le classi.

Nelle chat dei genitori corre comunque scetticismo: in molti non hanno gradito il ritorno in classe temendo il contagio tra i più piccoli. E per i presidi il problema è anche pratico: mancherebbero all’appello numerosi docenti per quarantene o contagi. Secondo l’Associazione Nazionale Presidi e i sindacati della scuola, il 30% delle classi è in Dad per contagi quindi in Campania sarebbero 13mila, mentre circa il 15-20% del personale scolastico è in isolamento o quarantena.

“Io parlo per me, ma interpreto anche il pensiero di tanti miei colleghi – ha detto Paola Carnevale, la dirigente del circolo didattico Eugenio Montale, intervistata dal Corriere della Sera – Non siamo a favore della didattica a distanza, ma abbiamo tantissimi positivi. Dieci docenti nella giornata di ieri nella mia scuola, nonostante siano tutti vaccinati. Chi con due dosi in attesa della terza, chi con tre dosi. Tanti alunni sono positivi. Se ci fosse un sistema armonizzato e funzionale non avrei timori, ma la Asl è sobbarcata di lavoro e riceviamo le notifiche dei tamponi con tanto ritardo. La nostra preoccupazione è non riuscire a lavorare bene perché i numeri dei contagi sono elevatissimi”.

“In presenza ma in sicurezza”, gridano gli studenti delle superiori. Restano in sciopero numerose scuole di tutta la Campania: Umberto, Sannazaro, Pansini, Mazzini, Giustino Fortunato, Galilei, Comenio, Alberti, Gentileschi, Volta, Cavalcanti, Sbordone, Galiani, Caruso, Nitti, Mercalli, Pagano, Vittorini, De Nicola, Vico, Siani, Morante, Elena Di Savoia, Serra, Galileo Ferraris, Marie Curie, Vittorio Emanuele II, Fonseca, Genovesi di Napoli ma anche Aeclanum di Avellino, Torrente di Casoria, Diaz e Giordani di Caserta, Kant di Melito, Petronio e Majorana di Pozzuoli, Segrè di Marano, Caracciolo di Procida, Grandi di Sorrento, de Liguori e Munari di Acerra, Durante, Miranda e Filangieri di Frattamaggiore e Giordano Bruno di Arzano.

“Le nostre richieste sono sempre le stesse – scrivono in una nota i ragazzi delle superiori – incremento dei trasporti; mascherine Ffp2 gratuitamente a scuola e studenti; tamponi gratuiti a scuola; quarantena della classe con 2 persone positive senza differenze tra vaccinati e non; assunzione di personale scolastico per diminuire le classi pollaio (i sindacati della scuola stimano che ci sia una carenza di organico di almeno 200mila tra professori e Ata)”. Richieste che in effetti portano avanti da almeno 2 anni. La Dad per loro “non può essere sostituita alle lezioni in presenza” e si proseguirà con gli scioperi.

Ieri in conferenza stampa Mario Draghi ha mostrato il pugno duro sul tema, ribadendo la sua intenzione a non chiudere le scuole. “Il governo ha la priorità assoluta che la scuola sia aperta in presenza. Si ricorre alla Didattica a distanza in caso di emergenze drammatiche, e basta vedere, per convincersene, gli effetti della Dad sulle disuguaglianze tra scolari, tra chi è stato più tempo a distanza e chi è stato in presenza, tra Nord e sud del Paese”. Intanto De Luca tace. Ha incassato la decisone del Tar senza commentare. M la sua non è stata una sconfitta: in caso di un’impennata dei contagi, potrà sempre ribadire di aver illustrato per primo lo scenario, di aver anticipato le mosse chiudendo le scuole e tentato di metter freno ai contagi. E forse ora starà a guardare cosa succede.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.