Si preannuncia una battaglia legale tra la Uefa e i club fondatori della SuperLega. Con un tweet la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha fatto sapere di aver accolto la domanda pregiudiziale del Tribunale di Madrid, prima autorità giuridica presso la quale i dissidenti avevano cercato legittimità, con la quale si diffidavano i vertici del calcio europeo e mondiale dall’impedire la nascita della nuova competizione per non violare le norme comunitarie sulla concorrenza.

La notizia arriva dopo una serie di messaggi lanciate da Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, ai chairmen dei tre club rimasti ancora arroccati nella speranza di far partire il progetto SuperLega: Juventus, Real Madrid e Barcellona. Ceferin ha detto di aver avviato un’indagine disciplinare che potrebbe portare anche all’esclusione dei club dalle coppe europee, ed appare saldo sulle sue posizioni. Ha anche ammesso di aver ricevuto un messaggio “da uno dei tre presidenti”, ma di averlo “visualizzato senza rispondere”.

In risposta al tweet della Corte di Giustizia dell’Ue, la Uefa ha pubblicato un breve comunicato: “Prendiamo atto dell’annuncio da parte della Corte di giustizia europea della richiesta da parte di un tribunale di Madrid sulla cosiddetta Super Lega europea, nonostante il ritiro di nove dei suoi club membri fondatori. La Uefa confida nella sua posizione e la difenderà con forza”.

Inoltre, il quotidiano spagnolo El Confidencial ha pubblicato alcuni documenti secondo i quali nessun club sarebbe ancora uscito ufficialmente dal progetto. Legalmente, quindi, la SuperLega è ancora composta da 12 società, incluse le 9 che – dopo le minacce di sanzioni da parte dell’Uefa – avevano preso le distanze dall’iniziativa con un comunicato.

L’interpretazione dell’Ue sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici Ue che si troveranno ad affrontare una questione analoga. Il giudice del Tribunale commerciale di Madrid, che interpellato il 20 aprile ha deciso di impedire a Uefa e Fifa di opporsi alla creazione di una lega privata, ha inviato una serie di “domande preliminari”, finalizzate a far decidere alla più alta corte europea se i due organismi non siano colpevoli di abuso di posizione dominante e quindi di violare la libera concorrenza opponendosi “alla comparsa di prodotti alternativi (ai loro) sul mercato”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.