Non ha firmato l’accordo tra Stato e Regioni e chiede al ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di assumersi le proprie responsabilità. “Abbiamo condiviso il documento  delle Regioni. Ma riteniamo che il ministero della Salute abbia il dovere di dettare linee guida per garantire le condizioni di base prioritarie per la sicurezza dei cittadini. Questo punto non è stato accettato e non abbiamo firmato”. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, torna sulla mancata firma dell’intesa in un’intervista al Corriere della Sera.

Le “noveau roi d’Italie”, come recitava la copertina fake circolata ieri sul web; “il baluardo del lockdown“, come invece aveva scritto per davvero lo spagnolo El Pais, spiega che si tratta di una scelta contro lo scaricabarile del governo sulle Regioni. “C’è stato un misto di finzione e irresponsabilità. Per quello che ci riguarda lunedì non apriamo né i ristoranti né i pub né i mercati. Apriremo giovedì (21 maggio, ndr) per preparare con serietà le condizioni di igienizzazione e poi di sicurezza per i clienti, in questi tre giorni“. Se possibile ancora più duro il commento nei confronti del ministro – che prima aveva frenato le Regioni dal prendere misure – per gli Affari Regionali Francesco Boccia: “Cosa significa questo finto e tardivo rispetto per le autonomie regionali? Perché allora non lo si è fatto dal 4 maggio? La verità è che non si è retta l’onda d’urto delle categorie, di qualche Regione, del mondo produttivo che spingeva per aprire tutto. Io credo che dobbiamo aprire tutto, ma definitivamente, senza pericoli di ritorni indietro, e in modo ordinato e semplice“.

De Luca ha confermato anche le sue preoccupazioni sulla Fase 2: “Io vedo un Paese nel quale ormai si sono drammaticamente abbassate le barriere protettive, e in cui tutte le ‘prescrizioni’ rischiano di rimanere lettera morta, perché nessuno controlla più nulla“.  Già ieri, alla trasmissione Mezz’ora in più di Lucia Annunziata, aveva spiegato: “Dal 3 giugno – ha proseguito il governatore – ho sentito, anche ieri sera dal premier, liberi tutti. Io ragionerò il 2 giugno per capire a che punto è il contagio, ma che significa liberi tutti se abbiamo ancora curve epidemiologiche alte in alcune parti dell’Italia”.