“Vincenzo De Luca, governatore della regione Campania si è trasformato nelle ultime settimane nella voce orgogliosa del Sud”. E a scriverlo non è un giornale meridionalista, sudista o neo-borbonico, ma il più influente quotidiano spagnolo, El País. La fama del presidente della Regione Campania, che già in patria spopolava attraverso numerosi meme e montaggi video sui social – è stato ideato perfino un videogioco ispirato alla sua uscita sui “lanciafiamme” da usare contro gli assembramenti di studenti – supera i confini dell’Italia.

La descrizione del governatore affianca un articolo di Daniel Verdú , storico corrispondente ed esperto di affari italiani per il quotidiano spagnolo. Verdú descrive la spaccatura, o anche l'”iperbole”, un “cambio di paradigma”, l'”inversione di ruoli”, che l’emergenza coronavirus ha decretato tra il Sud e il Nord Italia. Le immagini degli studenti e dei lavoratori che scappano da Milano sono quelle di “un esodo al contrario”, ha scritto il giornalista. E le regioni del Nord, maggiormente colpite dal contagio, tutte in mano al centrodestra, hanno mostrato delle falle nei loro sistemi sanitari e quindi l’emergenza potrebbe trasformarsi anche in crisi politica per alcuni partiti; soprattutto per la Lega di Matteo Salvini.

Al Sud invece i numeri sono diversi, molto più bassi. Vincenzo De Luca, insieme con i governatori Vito Bardi e Iole Santelli della Basilicata e della Calabria è stato tra i primi e più strenui promotori del lockdown.

“Presidente da giugno 2015 – si legge – è stato sindaco di Salerno per quattro mandati. Carismatico, dalla retorica esagerata ed estremamente ironica, è stato uno dei baluardi della chiusura del Paese; si è opposto in maniera furibonda all’idea della Lombardia di aprire prima delle altre regioni”.

L’approfondimento cita il caso di Saviano: della zona rossa creata immediatamente dopo i funerali, molto partecipati, del sindaco Carmine Sommese morto proprio per aver contratto il coronavirus. E poi passa allo scontro a distanza, poi rientrato negli studi di Porta a Porta, con il collega Fontana sulla cosiddetta Fase 2 e sulla riapertura. “I produttori di tweet sono stati per due mesi in crisi di astinenza”, cita ancora El Paìs facendo riferimento a Salvini. E in chiusura ricorda i dati molto bassi, rispetto a quelli del nord, della Campania. “Tuttavia, il numero di test effettuati – chiosa l’articolo – mostra anche cifre estremamente ridotte”.