“Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2mila civili, in 5 anni. In due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. E’ un numero clamoroso”. Queste le parole del commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, durante la conferenza stampa in Protezione Civile. Dati espliciti che testimoniano, se ancora ve ne fosse il bisogno, l’assurdità della Regione Lombardia di pensare a un alleggerimento dell’attuali misure restrittive in vigore per l’emergenza.

Lo stesso governatore del Veneto, Luca Zaia, preme per la riapertura: “La mia posizione è che il 4 maggio si possa aprire con le regole e con le garanzie scientifiche: si volesse fare un passo in più si potrebbe allentare da subito, in modo razionale, prudente e ragionato”.

“Ci sono infiniti dibattiti su due questioni che interessano tutti: quando inizierà la fase 2 e come si farà. Non spetta al commissario – precisa Arcuri – entrare nel merito e trovare le risposte a queste domande, noi lavoriamo, non disegniamo scenari. Non spetta a noi stabilire quando si potranno avere i primi alleggerimenti delle misure che il governo ha giustamente messo in campo e quali saranno. Non abbiamo tempo per dibattiti. Ma abbiamo un altro dovere: farci trovare pronti in qualsiasi momento il governo decida che questa fase 2 debba avere inizio. E sono certo che lo saremo”.

Il governatore del Veneto Luca Zaia e il governatore della Lombardia Attilio Fontana

TEST SIEROLOGICI – La scelta del test sierologico adottato per il campionamento della popolazione avverrà entro il 29 aprile, “in prossimità dell’inizio della Fase 2”. I dati raccolti “convoglieranno ai sistemi del ministero della Salute, passando per le strutture regionali” spiega il commissario straordinario all’emergenza. Il bando di gara, pubblicato sui siti del Governo, prevede una prima richiesta di 150mila test, cui potrebbe seguire una seconda richiesta con altrettanti test. “ci aspettiamo che le aziende ci chiedano un prezzo basso, fatemi dire simbolico” ha poi aggiunto.

PRIMA LA SALUTE  – “Dobbiamo continuare ad agire con la cautela e la prudenza di questi mesi, capire che è clamorosamente sbagliato comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica. Senza la salute e la sicurezza la ripresa economica durerebbe come un battito di ciglia. Bisogna continuare a tenere in equilibrio questi due aspetti, Alleggerire progressivamente le misure di contenimento, garantendo sicurezza e salute di un numero massimo di cittadini possibile”.

MASCHERINE E VENTILATORI – “Sui dispositivi di protezione individuale e sulle apparecchiature oggi siamo in condizioni di soddisfare le esigenze che arrivano dal territorio e dalle regioni” ha sottolineato. “Nell’ultima settimana abbiamo consegnato alle regioni 25,5 milioni di mascherine, una media di 3,6 milioni al giorno. Dai dati fornitici dalle Regioni, sappiamo che nei loro depositi ci sono 39,1 milioni di mascherine”, ha detto prima di aggiunge: “Fisseremo un prezzo massimo per le mascherine”.

Per quanto riguarda i ventilatori polmonari, ne sono stati distribuiti e installati 3.720 ventilatori, 992 nell’ultima settimana. Per quanto riguarda i tamponi, ne sono stati distribuiti 280mila al giorno nell’ultima settimana. La domanda dei dispositivi di protezione, con la possibile apertura della Fase 2 in maggio, aumenterà, ma “siamo certi di avere una dotazione sufficiente a soddisfarla”, ha detto Arcuri.