«La giustizia non può essere congelata per sempre e neppure subire rallentamenti con effetti nefasti: perciò avvocati, magistrati e dipendenti amministrativi campani del Ministero della Giustizia devono essere vaccinati al più presto»: ecco la richiesta che la Camera penale di Napoli ha inviato al governatore Vincenzo De Luca.

All’origine del documento ci sono le condizioni in cui attualmente versa la giustizia nazionale e locale. I tribunali, al pari degli ospedali e di alcune fabbriche, continuano a essere quotidianamente frequentati da migliaia di persone, visto che l’esercizio dell’attività giudiziaria impone la presenza fisica degli addetti ai lavori. Non a caso le strampalate ipotesi di celebrazione dei processi “da remoto”, avanzate nei primi mesi dell’emergenza Covid, sono state ben presto accantonate. Altrettanto evidente è il fatto che le aule dei tribunali siano spesso affollate e, di conseguenza, rendano impossibile l’osservanza delle norme di distanziamento sociale indispensabili per prevenire la diffusione del virus.

«In un processo, per esempio, con trenta imputati – scrive il leader dei penalisti partenopei – è fisiologico che all’interno di un’aula vi siano almeno 50 o 60 persone, con buona pace di ogni possibilità di rispettare le distanze di sicurezza». A ciò si aggiunga che la platea degli avvocati presenta caratteristiche diverse da quella delle altre categorie professionali. Il Covid presenta notevolissimi rischi soprattutto per la fascia anagrafica compresa tra i 65 e gli 80 anni. Ebbene, nelle altre professioni, di solito a quell’età si è in pensione. Tra gli avvocati, che esercitano una libera professione che come tale non è soggetta a limiti di età, sono invece moltissimi gli ultra70enni che continuano a frequentare le aule e per i quali i pericoli, in caso di contagio, appaiono terrificanti.

A tutto ciò si aggiungono le caratteristiche del Tribunale di Napoli: il Palazzo di Giustizia partenopeo è forse quello più frequentato d’Italia. In più, si tratta di un luogo per sua natura suscettibile di agevolare la diffusione del contagio in quanto chiuso, senza finestre, con aerazione artificiale. «Non crediamo, del resto, che sia un caso l’elevatissimo numero di infezioni tra avvocati, giudici e dipendenti amministrati nel Tribunale di Napoli – prosegue Campora – E allora, pur evitando atteggiamenti allarmistici o vittimistici che culturalmente non ci appartengono, non possiamo fare a meno di sottolineare che il Tribunale partenopeo è un luogo ad altissimo rischio, a fronte del quale risulta opportuno prevedere delle speciali cautele per coloro che quotidianamente lo frequentano».

Di qui la richiesta che la Camera penale di Napoli rivolge al presidente della Regione anche a nome delle altre categorie di lavoratori che frequentano le aule: vaccinare tutti al più presto. «Il governatore – conclude Campora – voglia considerare, in sede di conferenza permanente tra Stato e Regioni, ogni iniziativa utile per inserire gli operatori della giustizia tra le categorie a rischio».

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.