Al Vomero, ormai, qualsiasi pretesto sembra buono per far nascere una rissa. Quella di sabato scorso, che ha portato addirittura al “raid” di alcuni giovanissimi che hanno minacciato con una pistola il personale sanitario di un’ambulanza, è nata per un parcheggio. Ricostruisce così la vicenda Carlo Federico, proprietario di un bar vicino alla zona dei tafferugli: “Un mio amico era in motorino e un uomo in auto ha fatto storie – racconta a Repubblica – così hanno iniziato a litigare.

A difendere l’uomo sono arrivati altri ragazzi, poi non si è capito più niente. Bottigliate e feriti”. Anche lui è stato aggredito, lo hanno scaraventato a terra facendogli sanguinare la testa. Nei momenti concitati della rissa si è rifugiato nel suo bar con suo figlio ed alcuni clienti, e hanno tirato giù la saracinesca. “Hanno lanciato gli sgabelli contro il locale, abbiamo avuto paura”, prosegue. I residenti si sentono rassegnati: “Il Vomero non è più un quartiere tranquillo”.

E lo conferma anche Raffaele Tenizio, l’autista dell’ambulanza minacciata mentre trasportava uno dei feriti della rissa: “Ho temuto che con un colpo di pistola saltasse tutto in aria, noi a bordo trasportiamo ossigeno”.

“Servono più controlli perché fatti del genere non si verifichino più”, sostiene Aldo De Chiara, presidente della Consulta della legalità della municipalità.

L’aggressione, come raccontato dall’associazione a tutela dei sanitari di Napoli Nessuno Tocchi Ippocrate, è avvenuta intorno all’1.30 della notte tra sabato e domenica. Il “gruppo rivale” dei feriti presi a bordo dell’ambulanza ha provato ad aprire i portelloni colpendo il mezzo con alcune mazze. Quando l’autista ha visto uno degli aggressori impugnare una pistola infilando il braccio attraverso un finestrino, ha ingranato la marcia ed è scappato verso il Cardarelli, attendendo poi l’arrivo della polizia per procedere con tutti i rilievi del caso.

Redazione