E’ riuscito a infilare la pistola all’interno dell’ambulanza e solo grazie alla prontezza dell’autista, che ha accelerato evitando una tragedia annunciata. Notte di follia nel quartiere Vomero a Napoli dove l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, da anni in prima linea per tutelare il lavoro dei sanitari, denuncia un nuovo inquietante episodio dopo il furto dell’ambulanza avvenuto qualche giorno fa.

Si tratta dell’aggressione numero 32 dall’inizio del 2021. Stando alla testimonianza dell’autista della postazione 118 del San Paolo, intorno all’1.30 di domenica 20 giugno “siamo stati allertati per persona a terra insanguinata a seguito di una rissa in piazza Quattro Giornate. Non siamo riusciti ad arrivare sul posto poiché, fuori la caserma dei carabinieri, che dista poco da lì, c’erano i due ragazzi feriti che chiedevano aiuto ai militari”.

“Ci fermiamo – prosegue l’autista – e li facciamo salire a bordo entrambi quando, improvvisamente, arriva e cerca di salire in ambulanza il “gruppo rivale” con delle mazze. Ovviamente le porte erano chiuse ma da dentro, uno dei feriti apre il portellone. Io già stavo al posto di guida e con la coda dell’occhio vedo uno degli aggressori, avvicinarsi al portellone laterale ed infilare un braccio nel finestrino con una pistola. Ovviamente l’unica cosa che ho potuto fare è ingranare la prima e correre verso il Cardarelli per metterci al sicuro ed attendere la polizia”.

Nel vano sanitario con la pistola puntata contro c’erano i due feriti, l’infermiere ed il medico. La prontezza dell’autista è stata decisiva nonostante il “gruppo rivale”, per tutto il tempo, ha continuato a prendere a calci e pugni l’ambulanza. Sulla vicenda sono in corso le indagini della polizia che hanno ascoltato i due ragazzi feriti portati al Cardarelli e sono sulle tracce della banda rivale.

Duro il commento di Manuel Ruggiero, presidente dell’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate: “Dopo il furto di una ambulanza adesso l’ingresso di una pistola nel mezzo di soccorso. Bastava un solo proiettile per fare esplodere il mezzo considerata la presenza all’interno di bombole di ossigeno gassoso. Questa città non merita il 118, siamo assai peggio di una città irachena in pieno conflitto bellico. Abbiamo subito calci, sputi, tirate di capelli, ma la pistola… la pistola è intollerabile. Abbiamo paura di andare a lavorare”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.