“Non giudico l’operato di de Magistris ma, come tanti campani, riconosco nelle ordinanze di De Luca quel buon senso che ha salvato la Campania durante la crisi”: da buon filosofo Leo Annunziata fa ricorso all’epochè quando è chiamato a esprimere un giudizio sulle iniziative del sindaco di Napoli. Le parole del segretario regionale del Pd, tuttavia, suonano come una netta bocciatura per de Magistris che sembra destinato a non trovare spazio nella coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni regionali.

Segretario, tra de Magistris e De Luca è ormai guerra a colpi di ordinanze. Come valuta questo scontro?
“Riconosco nelle ordinanze del presidente della Regione il buon senso indispensabile per affrontare una situazione imprevista che ha messo a repentaglio la nostra esistenza. In quei provvedimenti c’è la giusta cautela che De Luca vuole mantenere in questa seconda fase dell’emergenza: tutte le attività devono riaprire, ma bisogna adottare quegli accorgimenti indispensabili per evitare che il numero dei contagi aumenti di nuovo”.

Il che equivale a una bocciatura per de Magistris…
“Faccio notare che sono in linea con quella maggioranza di campani che ritiene che le ordinanze del governatore De Luca abbiano contribuito in maniera decisiva alla tenuta della regione”.

Quindi non c’è margine di accordo tra de Magistris e De Luca in vista delle regionali?
“Al netto dell’incontro istituzionale che c’è stato nei giorni scorsi, credo che le divergenze politiche e programmatiche tra i due restino tutte”.

Il cosiddetto metodo Ruotolo, cioè l’allargamento della coalizione di centrosinistra al mondo delle liste civiche, ha avuto successo in occasione delle elezioni suppletive nel collegio del Vomero. Non è replicabile su scala regionale?
“Il quadro che si va componendo intorno alla ricandidatura di De Luca alla presidenza della Regione comprende tanto sigle politiche storiche quanto movimenti civici. È ovvio, però, che chiunque voglia sedersi al tavolo della coalizione di centrosinistra debba essere portatore di idee programmatiche e di forza politica. Mi chiedo, in questo senso, che cosa rappresenti de Magistris”.

Il M5S rientra nella coalizione?
“A febbraio, in occasione dell’ultimo tavolo programmatico del Pd, ho invitato gli esponenti del M5S. Quando la data delle regionali sarà stata ufficializzata, convocherò un nuovo tavolo e allargherò la discussione al M5S ancora una volta. Fermo restando, ovviamente, che il candidato è e resta De Luca alla luce dei suoi cinque anni di buon governo rafforzati dalla determinazione con cui ha affrontato l’emergenza sanitaria ed economica”.

A proposito di data delle regionali, si parla del 20 settembre ma cinque governatori (tra i quali De Luca) continuano a spingere affinché si voti a luglio: è tanto irresistibile la voglia di capitalizzare il consenso accumulato in questi mesi?
“La richiesta di votare a fine luglio non p motivata dalla necessità di sfruttare il vento favorevole, ma tiene conto della situazione sanitaria attuale. Le cifre del contagio sono esigue, perciò bisogna votare in estate. Anche perché il voto a settembre implicherà la riapertura delle scuole con tutti i problemi logistici e sanitari che ne deriveranno”.

Lei parla di determinazione nell’affrontare la crisi sanitaria, ma De Luca è considerato da molti responsabile di un parziale smantellamento della sanità…
“Non bisogna dimenticare che è grazie a De Luca che la Campania è uscita dal commissariamento, il che le ha consentito di reggere l’impatto della pandemia e di programma il potenziamento del servizio sanitario regionale”.

Quali sono le priorità del Pd in vista delle regionali?
“Infrastrutture e lavoro. La crisi economica impone una risposta che preveda il potenziamento delle tecnologie e investimenti sul turismo e sulla medicina di prossimità”.