La necessità di un cambiamento, l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini e del mondo delle imprese e delle professioni, la rivalutazione delle priorità, la centralità del termine “gestione” nei progetti di riqualificazione urbana. La pandemia ha messo in luce questi argomenti e con l’avvio della fase 2 il dibattito su questi temi, immaginando una ripresa possibile per Napoli, diventa strategico, centrale, indispensabile. “Occorre però che ci sia una precondizione”, spiega Bernardino Tuccillo, ex assessore al patrimonio di Napoli. Quale? “C’è bisogno di un’amministrazione e di una gestione della città totalmente diversa, di un sindaco e di assessori che si dimostrino capaci di interpretare questo cambiamento e non solo, quindi, di comprendere bene questa esigenza ma anche di interloquire e dare delle risposte”.

Tuccillo punta l’attenzione sulla necessità di un rinnovato dialogo tra pubblico e privato. “Ci sono soggetti sociali e imprenditoriali che sono presenti in città e che hanno dimostrato negli ultimi anni dinamismo, vitalità, protagonismo, voglia di svolgere una funzione importante. Io partirei da questa considerazione”. E aggiunge: “Non v’è alcun dubbio: c’è bisogno di un’azione di decentramento degli spazi, di funzioni, di strutture nelle varie articolazioni territoriali della città, puntando a un nuovo protagonismo delle periferie che negli ultimi anni sono state abbandonate al loro destino”. La sua proposta è quella di “una riqualificazione urbana complessiva”, che consenta di ridurre le distanze tra centro e periferie e che sia orientata ai quartieri più ricchi come a quelli meno ricchi, con l’obiettivo di ridimensionare segmenti di povertà che ancora segnano la città.

Ed ecco, quindi, la sua idea di cambiamento: “Oltre a un riconquistato spazio delle periferie c’è bisogno di un rapporto pubblico-privato nuovo, diverso e più fecondo – spiega Tuccillo – Occorre fare in modo che la drammatica evenienza del contagio possa diventare occasione di riscatto, di riqualificazione, di rinnovato protagonismo di un ceto produttivo che vuole dare un contributo e spesso invece registra la mancanza di interlocuzione e di ascolto da parte dei soggetti pubblici”. Di qui l’auspicio di un cambiamento anche nella politica cittadina affinché sia “più aperta al dialogo e al confronto con le forze produttive e che punti a ridurre le distanze tra centro e periferie. Credo che questo sia l’obiettivo strategico che ci dobbiamo dare in questa fase 2 della città”.

Ci sono diversi nodi da sciogliere. “Basti pensare – aggiunge Tuccillo – alla crisi drammatica del trasporto pubblico locale e alla chiusura di tanti spazi all’aperto e di verde pubblico. Si avverte una carenza di spazi che vanno recuperati”. Riqualificazione e gestione sono quindi le parole chiave, sullo sfondo di un obiettivo che, come conclude l’ex assessore, “è complesso e ambizioso ma indispensabile se vogliamo pensare a un futuro sostenibile per la nostra città”.