È un’Italia che riparte, spera e che lavora con fiducia quella della fase 2 dell’emergenza coronavirus. Ma che non nasconde una certa paura: accolta favorevolmente la riapertura delle attività commerciali per dare aria all’economia; la maggioranza degli italiani guarda però con preoccupazione alle aperture tra Regioni e dai Paesi dell’Unione Europea del prossimo 3 giugno. È quello che emerge dal sondaggio dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento. Il sondaggio è stato condotto su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne tra il 18 e il 19 maggio.

A larghissima maggioranza, l’80%, gli italiani giudicano la scelta di riaprire negozi ed esercizi commerciali a partire dal 18 maggio. Solo il 14% dei cittadini si esprime contrariato sulle riaperture della Fase 2. L’opinione pubblica risulta invece molto più divisa sul decreto rilancio varato dal Governo Conte: solo il 18% lo approva in toto; per il 42% il decreto può funzionare a patto che i soldi arrivino in fretta a lavoratori e cittadini. Negativo quindi il giudizio di quattro cittadini su dieci, convinti che sarebbero invece necessari interventi strutturali e strategie di crescita invece che sussidi a pioggia.

Fa paura, più che l’avvio delle attività e la ripartenza, l’apertura prevista tra Regioni e dai Paesi dell’Unione Europea: poco più di un terzo dei cittadini condivide la scelta di favorire i viaggi nel Paese anche senza test e quarantena. Il 60% ritiene al contrario sbagliato questo via libera, nella convinzione che andrebbero evitati arrivi e flussi turistici. La percentuale di negativi si attesta al Nord al 46%, dove si trovano le regioni più colpite; cresce fino al 65% nel Centro Italia e fino all’80% al Sud e nelle isole.

“In assenza di una efficace strategia di tracciamento del virus (App, tamponi e test sierologici) – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis, Pietro Vento –  la “fase 2” preoccupa 2 italiani su 3: il 66% teme che, con le riaperture e soprattutto con la ripresa degli spostamenti sull’intero territorio nazionale, il contagio da Covid-19 possa tornare a crescere; soltanto un quarto degli intervistati non avverte questo timore”.

L’indagine è stata condotta per il programma Otto e Mezzo con la supervisione demoscopica di Marco E. Tabacchi; il coordinamento di Pietro Vento e con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.