È stato il venerdì nero dei lavoratori stagionali, quello della scorsa settimana. Il 15 maggio la comunicazione è arrivata sulla posta elettronica dei tantissimi, migliaia, lavoratori del comparto turismo, quelli le cui sorti professionali restano ancora in bilico, sospese fra le incertezze, le attese e i timori che continuano a segnare questo periodo. “La sua domanda non può essere accolta poiché Lei non risulta essere un lavoratore stagionale nei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali”. Con queste righe l’Inps ha respinto le domande per accedere ai bonus di 600 euro. Una doccia fredda per Vincenzo, 48 anni, receptionist d’albergo, e per migliaia di suoi colleghi. Sul suo profilo Facebook il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha promesso di impegnarsi anche per questi lavoratori. “Trovare una soluzione è un mio preciso dovere, per questo ho subito chiamato sia l’Istituto sia i consulenti del lavoro e insieme a loro sto lavorando per farlo nel più breve tempo possibile”, ha scritto il ministro spiegando che il disguido potrebbe essere dovuto alle modalità di registrazione dei contratti,come contratti di lavoro a tempo determinato anziché come stagionali. Si vedrà. Intanto nella realtà si vivono drammi umani.

“Lavoro da 25 anni come dipendente stagionale, con tanto di contratto in cui nero su bianco è indicata la mia posizione lavorativa, i contributi versati, tutto quello che la legge prevede – racconta Vincenzo – Ho sempre lavorato part time in quattro alberghi di Sorrento coprendo sei giorni lavorativi a settimana e ogni anno ho regolarmente presentato la mia dichiarazione dei redditi pagando tutte le tasse che c’erano da pagare”. “Ora mi comunicano che non posso avere il bonus perché non risulto come lavoratore stagionale, e allora chi sono?”, aggiunge mostrando l’avviso con cui gli è stata negata l’indennità prevista tra le misure di sostegno in periodo di pandemia. “È assurdo. Al danno causato dalla pandemia si unisce ora la beffa – commenta Vincenzo – Se non si corre ai ripari ci saranno conseguenze sociali gravissime perché molti miei colleghi sono in estrema difficoltà. Non possiamo essere abbandonati in questo modo”.

Vincenzo racconta la sua vita stravolta dal Covid-19. Fino allo scorso anno, per 25 anni, ha sempre lavorato in albergo da aprile e ad autunno inoltrato e orientato, accogliendo turisti provenienti da Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Australia, Germania: un impiego oggi molto incerto, per lui come migliaia di altri stagionali.