Roberto Mancini resterà al timone della Nazionale italiana di calcio. Il commissario tecnico lo ha di fatto annunciato nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina prima del volo per la Turchia, dove gli azzurri affronteranno i padroni di casa in una partita che purtroppo per i tifosi non conterà nulla dopo la clamorosa eliminazione subita per mano della Macedonia del Nord giovedì scorso.

Il ct ha sottolineato in conferenza di aver parlato “in questi giorni” col presidente della Figc Gabriele Gravina e che i due sono “allineati su tutto”. “Dopo questa partita ci riparleremo ancora e vedremo cosa possiamo migliorare”, ha aggiunto Mancini, un chiaro segnale della volontà di restare il commissario tecnico della Nazionale, come chiesto a gran voce dallo stesso Gravina.

Mancini ha chiarito che andrà aperto un nuovo ciclo, ma senza stravolgimenti o rivoluzioni: “«È inutile cercare un motivo per cui non andremo al Mondiale. Io credo che questa squadra in Qatar avrebbe potuto vincere. E non dovevamo finire agli spareggi. Avremmo dovuto vincere il nostro gruppo con almeno 2 punti di vantaggio sulla Svizzera, forse 4. A Basilea la partita sarebbe dovuta finire 3-0 per noi, con la Bulgaria avremmo dovuto vincere in goleada. La squadra ha sempre giocato: può essere stata più imprecisa, ma questo è il calcio. Le cose sono andate tutte storte, però è inutile accampare scuse. È accaduto ciò che è accaduto, dobbiamo accettarlo“.

Il gioco brillante che ha contraddistinto la cavalcata vincente degli Europei, fino al trionfo di Wembley, per Mancini “dipende dai giocatori che avremo a disposizione, valuteremo se cambiare qualcosa più avanti sulla base di chi ci sarà“. Il ct spiega di sentire di restare “perché sono ancora giovane, il mio obiettivo era vincere un Europeo e un Mondiale. Per il Mondiale dobbiamo rinviare un attimo ma posso divertirmi ancora molto e organizzare con i ragazzi qualcosa di importante“.

Quanto ai tanti giocatori tornati a casa in questi giorni, tra le polemiche di stampa e tifosi, Mancini ha difeso la scelta spiegando di averli “obbligati ad andare via” perché “se posso fare qualcosa per loro e per i club noi lo facciamo…”. Il ct ha evidenziato infatti che chi è tornato a casa dal ritiro di Coverciano (Jorginho, Insigne, Immobile, Luis Felipe, Verratti, Berardi, Mancini, Florenzi, Politano) sarebbe finito in tribuna a Konya, in Turchia.

Il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima di quanto avrebbe dovuto fare e mi è sembrato giusto rimandarlo a Londra appena possibile. Insigne ha un problema fisico e non avrebbe giocato, Immobile sarebbe stato destinato alla tribuna. Gli altri erano tutti infortunati”, ha spiegato l’allenatore degli azzurri.

Sulla partita di domani sera, l’Italia dovrà trovare la forza di rialzarsi, soprattutto dal punto di vista psicologico, contro un’avversaria battuta 3-0 lo scorso 11 giugno allo Stadio Olimpico all’inizio della cavalcata trionfale all’Europeo: “È una nazionale che ha sempre avuto giocatori bravi tecnicamente. Sono ragazzi che conosco bene, erano un po’ più giovani quando allenavo il Galatasaray”, ha spiegato in conferenza Mancini.

Redazione