I lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze) tornano in piazza a manifestare, questa volta a Roma. Via di Ripetta è stata invasa dalle tutte blu in protesta da questa mattina, un corteo caldo e rumoroso, scandito dai tamburi, colorato dalle bandiere e dai fumogeni che è arrivato fin sotto al Pantheon.

Da luglio in 422 hanno ricevuto tramite email la comunicazione della multinazionale circa l’intenzione di chiudere lo stabilimento con conseguente attivazione della procedura di licenziamento collettivo. Una mazzata per gli operai della multinazionale britannica che produce semiassi per diverse case automobilistiche, comunque evitata dal Tribunale di Firenze che a settembre si era espresso a favore del ricorso presentato dalla Fiom-Cgil, revocando così la lettera d’apertura della procedura di licenziamento collettivo. Sentenza comunque impugnata dalla multinazionale che intende andare avanti nella procedura di licenziamento.

Matteo Moretti, Collettivo Fabbrica Fiom Gkn: “Siamo qui primo, perché vogliamo incontrare un’azienda che non è un’azienda ma un fondo finanziario che ha come unico obiettivo quello di chiudere un sito produttivo e mandare 500 persone a casa. Secondo, portare in parlamento una proposta di legge scritta da noi”. Anche se Moretti rimane scettico sulla ‘risposta’ dei deputati ma “a sostegno di ogni rivendicazione pretesa e non chiesta ci sia bisogno di una mobilitazione e per questo chiediamo uno sciopero generale e generalizzato anche per quelle aziende in crisi che non sono alla ribalta della cronaca”.

La manifestazione è organizzata dalle tute blu in occasione di una proposta di legge anti-delocalizzazioni che sarà presentata in parlamento alle 12, elaborata dagli stessi operai del collettivo di fabbrica con un gruppo di giuristi e avvocati progressisti. “Siamo in campo anche noi oggi per una vertenza che sta determinando 8mila licenziamenti, le lotte devono essere unite per rispondere a quest’attacco che è generalizzato”. Alla manifestazione si uniscono altre storie e vertenze, molte simili, da Alitalia a Whirlpool. “Serve la mobilitazione di piazza”, ripetono convinti. La giornata romana è ricca di appuntamenti per i manifestanti che poi alle 15 saranno sotto il Ministero dello sviluppo economico con un picchetto in occasione dell’apertura di un tavolo sulla vertenza aperta.

Riccardo Annibali