La tensione a piazza Unità d’Italia sta salendo, e i cenni di guerriglia scoppiati lo scorso lunedì potrebbero essere stati solo un assaggio in vista della manifestazione di domani, quando a Trieste saranno attesi circa 20 mila manifestanti. Il Coordinamento 15 ottobre, sorto dopo i blocchi attuati dai lavoratori portuali, ha annunciato manifestazioni da venerdì 22 a domenica 24. La preoccupazione è legata soprattutto a frange di black bloc o di estremisti di destra che potrebbero convergere nel capoluogo giuliano per far degenerare la situazione fino alla guerriglia urbana.

LA PREOCCUPAZIONE DELLE ISTITUZIONI – Il prefetto di quella che ormai è diventata la ‘capitale della protesta no pass’, Valerio Valenti, ha parlato di “attenzione massima”. Il sindaco Dipiazza è forse ancor più preoccupato: “È una situazione drammatica”. Il timore è che tra i variegati gruppi che finora hanno bivaccato in piazza si potrebbero infiltrare soggetti pericolosi anche se finora non si è andati oltre i cori ‘La gente come noi non molla mai’ e qualche insulto al governo, soprattutto indirizzato a Mario Draghi.

Mentre lunedì cominciava lo spoglio per i ballottaggi, alcune frange si sono staccate per andarsi a scontrare con la polizia che prima ancora aveva sgomberato il presidio al varco 4 del porto con gli idranti. Già in quel momento dei portuali che avevano dato inizio a tutto era rimasto un gruppo ridottissimo, pochi fedelissimi rimasti accanto a Stefano Puzzer.

CONTRO IL CERTIFICATO VERDE – L’odio per il Green Pass unisce i soggetti più radicali riuniti in piazza. Una situazione che fa temere il riaccendersi di nuovi scontri anche per l’arrivo dall’estero di black bloc, ultras ed altre frange estreme. Gruppi che potrebbero sfruttare la disorganizzazione dei manifestanti pacifici a digiuno di cortei per scatenare violenze e distruzioni. Non ci saranno per esempio i sindacati, che sin da subito avevano lasciato solo il Clpt dei portuali triestini.

LA SOLIDARIETA’ DA NAPOLI – L’associazione ‘Avvocati per le Libertà’ fa sapere in una nota che “la nostra Costituzione tutela la libertà di manifestare il proprio pensiero (art. 21) e la possibilità di manifestarlo in luogo pubblico (art. 17) previa semplice comunicazione ed in maniera pacifica – quindi – in ordine alla libera e pacifica manifestazione di protesta contro l’introduzione nel nostro paese del Green Pass per accedere sui luoghi di lavoro che si sta tenendo a Trieste, sia un atto una repressione di tali garanzie costituzionalmente stabilite che evidenzia il clima autoritario ed intollerante instauratosi nel nostro paese in maniera sempre più crescente a seguito dell’insediamento del precedente e dell’attuale governo in carica. Sottolineando la piena condivisione della protesta in atto e ribadendo la totale incostituzionalità del decreto legge 127/2021 entrato in vigore il 15.10.2021, invitano, ancora con più forza e determinazione, il Presidente del Consiglio ed i membri del Governo a cessare tali ingiustificate attività di repressione e a ritirare, senza alcun compromesso, qualsiasi legislazione atta ad introdurre obblighi di green-pass o di vaccinazione”.

Riccardo Annibali