“I 400 milioni sbloccati dalla Protezione Civile per sostenere le famiglie in difficoltà causa Coronavirus? Un segnale importante, ma basteranno per non più di due o tre settimane”: a chiarirlo è Carlo Marino, sindaco di Caserta e presidente dell’Anci Campania. Complessivamente ammontano a 49 i milioni destinati ai Comuni della nostra regione per affrontare l’emergenza alimentare che affligge molte famiglie. Una cifra insufficiente se si pensa che in tanti centri, già dopo pochi minuti dalla pubblicazione, migliaia di persone si sono attivate per ottenere buoni spesa o pacchi alimentari. Segno che parte della popolazione è ormai allo stremo. Il primo problema che i Comuni si trovano ad affrontare consiste nell’intercettare i “nuovi poveri”.

Già, perché la crisi economica indotta dal Coronavirus ha spalancato le porte dell’indigenza a figure come camerieri e baristi che fino a poco tempo fa vivevano dignitosamente lavorando a giornata. Situazione critica anche per i lavoratori autonomi, a cominciare dagli stagionali del turismo che quest’anno non saranno assunti. In questo contesto così complesso, i Comuni dispongono delle forze necessarie per espletare gli ulteriori compiti che il governo ha assegnato loro? “Quando mi sono insediato come sindaco di Caserta nel 2016 – spiega Marino – i dipendenti comunali erano 650. Oggi sono 320, praticamente la metà. In queste condizioni versa la gran parte dei Comuni campani i cui uffici sono stati svuotati dai prepensionamenti”.

Ecco perché l’Anci invoca il via libera al reclutamento di vigili urbani e personale della Protezione Civile. “Se le amministrazioni devono gestire l’emergenza – aggiunge Marino – devono poter derogare a quei meccanismi di bilancio che impediscono di assumere”. Oltre i circa 16 milioni tratti dai 400 sbloccati dalla Protezione Civile, i Comuni campani sono chiamati ad amministrare le rispettive quote dei quattro miliardi e 300 milioni tratti dal fondo di solidarietà e trasferiti dal governo nazionale.

Queste risorse, però, sono da tempo inserite nei bilanci, quindi già impegnate. Le misure varate dal premier Giuseppe Conte sono un bluff? “No – conclude Marino – Quei soldi saranno disponibili nelle prossime ore e garantiranno ai Comuni la liquidità necessaria per continuare a erogare i servizi essenziali e pagare gli stipendi. Poi, superata questa fase, bisognerà ricostruire l’economia non con misure-tampone ma con interventi strutturali. Questa, però, è un’altra partita”