Una visita, due tappe importanti e una terza già programmata. Nella prima, all’istituto minorile di Nisida, il presidente Sergio Mattarella affida un messaggio ai ragazzi detenuti: “Anche io ho una cicatrice a cui non faccio più caso. Così deve essere la detenzione dopo il rinserimento”. Il capo dello Stato è accompagnato in una visita blindata e lontano dai giornalisti tra il carcere e Pozzuoli. Con lui il ministro della Giustizia Marta Cartabia. Tornerà poi il prossimo 17 settembre, in occasione del settantesimo anniversario dell’Allied Joint Force Command, il commando militare della Nato con sede a Lago Patria.

Le tappe di oggi hanno la missione di testimoniare che cambiare vita si può, se la comunità è capace di donare la seconda occasione. Sono le storie di ragazzi e di donne che stanno riappropriandosi delle loro esistenze, proprio mentre si recuperano siti di grande valore collettivo, a richiamare, a Napoli e a Pozzuoli in una giornata no stop, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la ministra della Giustizia Marta Cartabia.

“La visita del capo dello Stato per noi è un evento importantissimo perché indica una direzione, indica la necessità di un processo di comunità in cui Stato, istituzioni, enti locali e chiesa si mettono insieme per dare un futuro a chi non lo avrebbe, ai più emarginati come i detenuti – spiega ai giornalisti don Gennaro Pagano, direttore della fondazione Regina Pacis e cappellano del carcere minorile -. Il progetto Puteoli sacra è questo, mettere a disposizione i beni artistici e culturali del Rione Terra e della diocesi di Pozzuoli affinché questi giovani possano avere una possibilità”.

L’ultima volta tra i ragazzi di Napoli, era stato nella primavera del 2019, per il Capo dello Stato. Mattarella aveva voluto salutare, a sorpresa, le maestre e le famiglie di San Giovanni a Teduccio, l’area orientale ancora sotto choc dopo quel delitto di un pregiudicato avvenuto dinanzi alla scuola, cui aveva assistito il nipotino della vittima, di 4 anni.

Invece a Pozzuoli nel rione Terra, il Presidente fa la sua seconda tappa. Ad alcuni metri di distanza dal cordone di sicurezza, sono arrivati i disoccupati del Movimento di lotta 7 novembre, che vorrebbero rappresentare al presidente della Repubblica le loro istanze. C’è anche una delegazione dei lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che da mesi lottano contro la chiusura decisa dalla multinazionale americana. Le tute blu proveranno a consegnare a Mattarella una lettera con la quale chiedono sostegno e vicinanza per la loro battaglia.

Mattarella è il quinto presidente della Repubblica a salire sull’isoletta, dopo le visite di Cossiga, di Scalfaro, di Ciampi e Napolitano. Per Cartabia si tratta di una prima volta dal vivo, ma la collaborazione tra la già presidente della Corte costituzionale e Nisida era già stata proficua nell’ambito dei percorsi di giustizia riparativa da sempre cari all’attuale ministra.

Redazione