Maurizio Costanzo ha raccontato di aver trovato una donna che ha chiamato Maurizia e Costanza. Lo ha detto in una lunga intervista a Il Corriere della Sera in occasione della 40esima stagione dello show che porta il suo nome, il Maurizio Costanzo Show. “Lo facevo una volta alla settimana, su Rete 4, che era di Mondadori. Berlusconi comprò tutto con me dentro. Mi chiamò a Portofino, c’era pure Freccero, e disse: d’ora in poi lo facciamo tutti i giorni”, ha raccontato sulla nascita della trasmissione.

“A Montanelli devo tutto – dice – Mio zio mi faceva leggere i suoi articoli sulla terza pagina del Corriere. Mi invaghii. Così, a 14 anni, gli scrissi una lettera. Incredibilmente mi rispose. Mi invitò alla redazione romana. Poi nella sua casa di piazza Navona, a pranzo con Carlo Laurenzi: un uomo raffinatissimo, che lo divertiva con i suoi bon mots. Montanelli mi ha seguito per tutta la vita. Mi fece pure assumere da Afeltra al Giorno”. Il suo primo grande incarico, per Paese Sera, sul giro del Belgio, ciclismo, firmato Maurice Constance.

È una carrellata di aneddoti e personaggi. Nella P2 entrò “per stupidità. Un amico – non lo nomino perché non c’è più — insistette, e io gli diedi retta. Stupidità in parte emendata dal fatto che confessai subito, e feci bene”. Eugenio Scalfari un “uomo di grande fascino”, Donald Trump “un gran paraculo”, Mina e la sua sparizione dalla tv che “non capirò mai”, Giovanni Falcone “un grande amore”. E sulle dichiarazioni di Boccassini, sull’amore per Falcone e quegli anni? “Ci sono rimasto un po’ male. Sono felice se Falcone è stato contento, se sono stati bene insieme. Ma lui è morto con la moglie … Ci sono cose che è meglio tenersi per sé”.

E quindi la mafia che provò a uccidere anche lui. “Riina disse: ‘Questo Costanzo mi ha rotto’. Cominciarono a pedinarmi, a spedirmi lettere anonime, ma non ci feci caso. Seppi poi che Messina Denaro era venuto nel pubblico dello Show, per vedere il teatro”. Una questione di attimi, quella della sera del 14 maggio 1993: “Fu un miracolo. Il mio autista mi aveva chiesto un giorno libero, e l’avevo sostituito con un altro, che conosceva meno bene la strada. Esitò al momento di girare in via Fauro, e questo confuse il killer che doveva azionare il detonatore. Sentimmo un botto pazzesco. Tra me e Maria passò un infisso”.

L’incontro con la moglie Maria De Filippi: “A Venezia, in un convegno. Poi mi raggiunse a Roma. Monica Vitti la sentì parlare nella stanza a fianco, senza vederla, e mi disse: ‘Senti che voce profonda, pare la mia. Dev’essere una donna intelligente…’. Insomma, Maria ebbe la benedizione di Monica Vitti. L’anno scorso abbiamo festeggiato le nozze d’argento. Il quarto matrimonio finalmente è stato quello giusto”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.