Denunciate 140 persone per la percezione indebita del reddito di cittadinanza: una truffa dall’importo complessivo di quattro milioni di euro secondo le indagini. Questa volta è stata la Polizia di Cagliari a procedere contro chi avrebbe ottenuto il sussidio a partire dal 2019 tramite dichiarazioni false. Tutti i destinatari della denuncia sono stranieri. E non è finita qui, in quanto sarebbero al vaglio degli investigatori le posizioni di altri 478 stranieri, percettori anche questi del sostegno dal 2019 e che rischiano la denuncia e la revoca del reddito.

Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle e ministro dello Sviluppo Economico all’adozione della misura, in un’intervista a Il Foglio aveva dichiarato come sarebbe stato opportuno “ripensare i meccanismi separando nettamente gli strumenti di lotta alla povertà dai sostegni al reddito in mancanza di occupazione”. A tre anni dall’introduzione la misura si è infatti dimostrata un efficace strumento assistenziale ma un debole mezzo di incentivo al mercato del lavoro. Secondo i dati della Corte dei Conti al febbraio 2021 le persone che avevano instaurato un rapporto di lavoro dopo la richiesta della domanda erano 152.673, il 14,5% del totale.

La misura introdotta dal governo Conte 1 è stata in parte modificata tramite la legge di Bilancio 2022 da 36,5 miliardi di euro. Proprio per frenare le truffe ai danni dello Stato. Tra le novità, in caso di rifiuto di un’offerta di lavoro scala subito il reddito di cinque euro per ciascun mese. Al secondo rifiuto, invece che al terzo, il sostegno viene revocato. Ridotta da 100 a 80 chilometri la distanza massima dalla residenza del beneficiario, la seconda può trovarsi ovunque in Italia. Introdotto anche l’obbligo, una volta al mese, ad attività e colloqui in presenza. Allargata inoltre la lista dei reati che fanno decadere il beneficio. La dote complessiva della misura è stata stabilita in poco meno di 8,8 miliardi di euro.

A fine aprile è stato intanto trovato un accordo per rinnovare, anche se per pochi mesi, il contratto dei quasi duemila navigator: i consulenti assunti nel luglio 2019 per il compito di trovare lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza. Il contratto scadeva infatti sabato 30 aprile. È possibile che a fine giugno ci sia un ulteriore rinnovo per altri due mesi. A fine agosto il ministero dovrà decidere se prorogare per la quinta volta i contratti o se assumere definitivamente i navigator con contratti a tempo indeterminato. Al momento questi “facilitatori” guadagnano circa 1.700 euro netti al mese di cui 300 euro come rimborso spese forfettario.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.