Una nomina a gennaio e la prima uscita pubblica il 23 giugno. L’ingegnere abruzzese Maurizio Gentile, inviato a Roma in qualità di Commissario straordinario della Metro C di Roma, è intervenuto in un evento organizzato dalla CGIL in cui ha presentato il quadro critico della terza linea della metropolitana romana, che ha trovato una volta insediatosi. Una condizione definita, a suo dire, singolare, che dimostra l’inefficienza del consorzio Metro C SpA. “Tutto quello che ho trovato  – ha affermato l’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) – si ferma dal punto di vista formale e delle autorizzazioni, a dieci anni fa” Per poi chiosare: “Ecco in dieci anni non è successo più niente. Non ci sono stati progetti approvati, ci sono stati sicuramente scambi epistolari, però non è successo nulla in dieci anni”. Conti alla mano, quindi, nelle due precedenti amministrazioni capitoline, quella di Ignazio Marino prima e Virginia Raggi poi, non sono stati apportati progressi alla linea C.

 

UNA SITUAZIONE NOTA

Non una novità, quindi. Perché le parole di Gentile fanno da cassa di risonanza alle denunce fatte da tempo dai comitati locali che si occupano della metro C e dalla stessa società costruttrice, cioè che il tratto che passa per il centro della città, partendo da piazza Venezia, è ancora fermo ai progetti avviati dieci anni fa.
Ma Gentile si mostra positivo e considera questo stop temporale un punto di partenza, se immediatamente si avviano provvedimenti per mettersi in pari con le attività di costruzione sospese fino a ora. Per il commissario, infatti, l’aspetto archeologico è già stato definito. In pratica l’ultimo ad aver fatto qualcosa di concreto per la realizzazione fu l’allora sindaco Gianni Alemanno. Dopo il niente, o quasi: “Abbiamo sempre detto che la linea C era un’opera strategica – spiega Alemanno al Riformista – e ci siamo battuti con governo, commissario e iter folli per rendere fruibile l’opera. Noi l’abbiamo aperta. Noi ci abbiamo creduto e a distanza di dieci anni i frutti del nostro lavoro vengono riconosciuti come perfetti. Alla faccia dei detrattori e di tutti coloro capaci solo a far polemica. Con me la macchina del fango è stata usata in maniera impietosa, ma sono fiero quando arrivano questi attestati ufficiali”.

Gianni Alemanno

 

VERSO IL 2022

L’ingegnere ha cerchiato in rosso, sul calendario, il mese di dicembre 2022. È questo il periodo in cui si dovrebbe avere la progettazione definitiva delle tratte T2 e T1 della metropolitana, rispettivamente da Piazza Venezia a Piazzale Clodio e da Piazzale Clodio a Farnesina. La Metro C, ha aggiunto il commissario, deve essere pronta tra dieci anni: “Se lavoriamo su tutte le due tratte insieme, T1 e T2, con la cantierizzazione alla Farnesina si può accelerare. Così si può risparmiare tempo e anche denaro”.

APPREZZAMENTO DEL SINDACATO

La Cgil accoglie con positività la volontà del commissario Gentile di far procedere, in contemporanea, la progettazione delle tratte T2 e T1, sulla base delle proposta già avanzata anche dal sindacato perché si tradurrebbe in un’accelerazione dei tempi di realizzazione dell’opera.
Ma soprattutto, sottolinea la sigla sindacale, sarebbe un regalo per i cittadini e lavoratori, che possono entrare a regime nell’organico dei costruttori.

Sofia Unica