Bufera sulla Casa Bianca a poche ore dal debutto di Joe Biden, il Presidente in carica da gennaio 2021, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Alcuni video che stanno girando in queste ore sui social network mostrano agenti della polizia americana di frontiera (Border Patrol) a cavallo che respingono al confine con il Messico usano le redini (o forse proprio una frusta, non si capisce bene) per frustare i migranti e respingerli nel fiume. “Orribile da vedere”, ha commentato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. La nuova crisi migratoria ha portato al confine tra USA e Messico oltre 10mila persone. A scatenare l’ondata di carovane da Haiti la pandemia, anche se il flusso era cominciato già dopo il terremoto del 2010, secondo quanto scrive il Washington Post. Il Paese attraversa una crisi politica e sociale drammatica: lo scorso luglio è stato ucciso il Presidente Jovenel Moise mentre ad agosto un violento terremoto ha provocato migliaia di vittime.

Il segretario alla sicurezza interna degli Stati Uniti Alejandro Mayorkas – tra l’altro primo ispanico a ricoprire tale incarico a Washington, figlio di rifugiati cubani – ha riferito che le autorità stanno indagando sul caso. “Penso che nessuno che abbia visto quelle immagini pensi sia un comportamento accettabile”, ha aggiunto la portavoce Psaki. Non il miglior biglietto da visita per Biden, nel giorno del suo debutto all’assemblea dell’Onu, considerando anche la violenta crisi scatenata in Afghanistan dal ritiro delle truppe americane lo scorso agosto. Le immagini sono state postate sui social anche da Sawyer Hackett, portavoce del democratico ed ex segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano. Durante l’amministrazione Obama, ed ex sindaco di San Antonio, Julian Castro.

 

Il governo degli USA si era detto pronto, nei giorni scorsi, a rimpatriare migliaia di persone, tra cui molte donne e bambini, che nei giorni scorsi si erano radunate sotto il ponte che collega Del Rio in Texas a Ciudad Acuna in Messico. Circa 10mila i migranti che si erano accampati nelle settimane scorse. Il sindaco di Del Rio, Bruno Lozano, ha dichiarato lo stato di emergenza e descritto al New York Times la situazione come “senza precedenti” e “surreale”. Le condizioni igienico-sanitarie sono estreme e ha esortato Biden a riconoscere che “c’è una crisi” in corso. Psaki ha aggiunto, sui rimpatri annunciati da Washington, che “non è questo il momento di venire”.

“Voglio essere chiara con le persone di questa Regione che stanno pensando di intraprendere quel pericoloso viaggio verso il confine tra Stati Uniti e Messico: non venite. Non venite. Se verrete al nostro confine, sarete rimandati indietro”, aveva dichiarato in un viaggio in Guatemala Kamala Harris, vicepresidente, in conferenza stampa. Parole che avevano fatto il giro del mondo e che avevano messo in discussione le promesse di ristabilire un sistema di accoglienza più equo dopo gli anni dell’amministrazione di Donald Trump. Il nuovo governo si è mosso finora in maniera piuttosto cauta sul tema, anche se è aumentato il numero dei rifugiati accolti, quello degli stagionali e degli studenti, e sono stati esclusi i minori che attraversano il confine non accompagnati dai genitori dal Titolo 42 – voluto da Trump per vietare tutti i viaggi “non essenziali” per limitare i rischi di contagio da coronavirus -, obbligando l’accoglienza e la valutazione della loro richiesta d’asilo. È stata quindi cancellata la pratica di separare i genitori dai figli nei centri di detenzione per immigrati irregolari e si è lavorato ai ricongiungimenti con i genitori.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.