La scissione nel Movimento 5 Stelle è ufficiale, non solo per la cacciata dai gruppi decisa dal reggente politico Vito Crimi. Alla Camera è stata infatti costituita la componente “Alternativa c’è” composta dai dissidenti del Movimento 5 Stelle. 

A formare il drappello di ex grillini, nuova componente a Montecitorio nel gruppo Misto, sono ora 12 deputati ma se ne dovrebbero aggiungere altri nelle prossime ore, considerando che sono ben 21 i deputati ex M5S espulsi dopo il ‘no’ a Draghi.

Della componenti degli scissionisti fanno parte 13 deputati: Massimo Baroni, Andrea Colletti, Pino Cabras, Alvise Maniero, Manuela Corda, Paolo Giuliodori, Rosalba Testamento, Raffaele Trano, Andrea Vallascas, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Maria Laura Paxia e già nelle prossime ore Paolo Nicolò Romano.

La possibilità che il gruppo si allarghi viene evidenziata per esempio da Jessica Costanzo, ex 5 Stelle ora al Misto, che su “Alternativa c’è” spiega che “è in fase avvio, bisogna programmare e strutturarsi. Non possiamo morire e non fare nulla, c’è da fare opposizione”. 

Il nome era emerso già nelle scorse ore e fa chiaro riferimento allo ‘slogan’ pronunciato nell’Aula della Camera da quei parlamentari 5 Stelle che avevano votato ‘no’ alla fiducia al governo Draghi, in dissenso con le decisione frutto del voto sulla piattaforma Rousseau. 

Più complicata la situazione invece al Senato, dove gli espulsi sono divisi tra chi vuole mandare avanti una guerra a carte bollate contro i vertici grillini, posizione di ‘big’ come Nicola Morra e Barbara Lezzi interessati ad entrare in quota ‘minoranza’ nella futura governance grillina, e chi invece vorrebbe mettere in piedi un gruppo autonomo. 

La sponda potrebbe essere trovata grazie all’utilizzo del simbolo di Italia dei Valori, il vecchio partito di Antonio Di Pietro: a Palazzo Madama serve infatti un partito anche per costituire una componente all’interno del gruppo Misto. Una soluzione in tal senso sarebbe non lontana: il detentore del simbolo, Ignazio Messina, ha aperto alla possibilità ma ha chiesto che il progetto politico degli ex 5 Stelle sia basato su valori politici comuni. Al Senato sarebbero otto i parlamentari ‘scissionisti’ pronti a dare vita alla nuova componente, che si chiamerebbe anche qui “Alternativa c’è”.