Nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi da parte del sindaco Luigi de Magistris, che assicurò l’annullamento di tutte le multe “pazze”, e della sua Giunta, i quasi 200mila cittadini sanzionati tra il 6 giugno e il 31 ottobre del 2020 ai sei varchi (Duomo, Filangieri, Miroballo, Santa Sofia, Sole, Mezzocannone e Calata Trinità Maggiore) diventati improvvisamente, e senza una adeguata comunicazione, area pedonale serale (dalle 19 alle 7), dovranno fare ricorso al Prefetto o al giudice di Pace.

La delibera partorita mercoledì 9 giugno 2021 dalla Giunta del comune di Napoli non chiarisce granché la questione e, soprattutto, non mantiene la promessa dell’annullamento delle sanzioni. Anzi, suggerisce i nuovi criteri per l’istituzione di future zone a traffico limitato o aree pedonali, ovvero “di ricorrere a ogni possibile forma di comunicazione e pubblicità finalizzata ad assicurare la massima diffusione delle informazioni sui provvedimenti adottati”.

Sempre nella delibera viene ricordato il numero delle sanzioni elevate: “Una media di 1.264 verbalizzazioni al giorno, per un totale, nell’intero periodo, di 187.080 multe, a cui si aggiunsero ulteriori 11.654 verbali elevati a carico di cittadini stranieri e di italiani residenti all’estero che transitarono con i loro veicoli nelle zone interessate tra le 19 e le 7″. In totale il ‘conto’ totale sfiora i 20 milioni di euro.

Dopo i proclami dei mesi scorsi, sembrano surreali le dichiarazioni che il sindaco de Magistris ha rilasciato nelle scorse ore a radio Crc: “Abbiamo fatto il massimo. Sono soddisfatto perché è stato molto complicato poter venire incontro alle esigenze di una collettività piegata dalla pandemia. E’ come se avesse vinto la giustizia sociale e anche la legalità formale e sostanziale di fronte ad atteggiamenti troppo formalistici burocratici”.

De Magistris ha spiegato che per arrivare alla delibera sono stati necessari ”approfondimenti legali, giuridici e amministrativi. E’ stata una vicenda molto tortuosa e adesso si mettono in condizioni i cittadini che hanno fatto ricorso, che non hanno pagato o che hanno la pratica pendente in Prefettura o presso il giudice di pace di poter utilizzare la delibera che dà conto che l’esecuzione originaria del provvedimento di pedonalizzazione non fu fatta in modo da evitare errori in buona fede da parte dei cittadini”.

Redazione